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martedì 21 Aprile 2020
Upb: per l’economia italiana uno choc senza precedenti
Nella nota congiunturale di aprile, l'Ufficio parlamentare di bilancio traccia un primo quadro allarmante per l'andamento dell'economia nei primi due trimestri

Nella nota congiunturale di aprile, pubblicata oggi dall’Ufficio parlamentare di bilancio, si cercano di analizzare i primi effetti dello choc che ha investito la nostra economia, per la quale i modelli di previsione di breve termine dell’Upb stimano un calo di dimensioni eccezionali nella prima metà dell’anno. Nell’insieme dei primi due trimestri dell’anno, il nostro Pil si ridurrebbe infatti di circa il 15%: del 5% nel primo trimestre e del 10% nel secondo. Nell’ipotesi di un regresso dell’epidemia, l’attività economica tornerebbe a espandersi nel trimestre estivo, ma queste stime risentono di un’incertezza estremamente elevata, quindi vanno interpretate con la massima cautela. Ad oggi, l’unica certezza è che, a partire dalla fine di febbraio, la rapida diffusione dell’emergenza sanitaria ha cambiato il quadro congiunturale con una velocità e un’intensità senza precedenti in tempi di pace.

Già rilevabili alcuni segnali di forte contrazione 

Alcuni segnali di forte contrazione dell’attività economica sono già desumibili da variabili come il consumo di energia elettrica e di gas per usi industriali, che in marzo si sono ridotte rispetto allo stesso mese del 2019 tra i dieci e i quindici punti percentuali. Al contempo, il blocco delle vendite ha sostanzialmente annullato il mercato dell’auto, che ha registrato un calo tendenziale delle immatricolazioni mai visto prima, di oltre l’80%. Gli esercizi di previsione macroeconomica risultano ad oggi estremamente complessi, in quanto vi è un’estrema incertezza sulla possibile data di fine pandemia; pertanto, l’Upb realizza le proprie stime di breve termine sul Pil dell’Italia con una pluralità di modelli a frequenza mista, tra cui riveste particolare importanza la produzione industriale, che però è al momento disponibile solo fino al mese di febbraio, prima che il coronavirus producesse rilevanti effetti sull’economia italiana.

Frena l’occupazione ed esplode la Cassa integrazione

Tenendo conto di queste informazioni, l’Upb prefigura per la prima metà dell’anno un calo dell’attività economica mai registrato nella storia della nostra Repubblica. Al momento non sono disponibili informazioni sul mercato del lavoro relative al periodo dell’emergenza sanitaria, che potrebbe anche ostacolare la produzione delle statistiche ufficiali. Secondo stime dell’Istat, i provvedimenti di sospensione o riduzione dell’attività produttiva riguarderebbero il 51,3% delle imprese e il 42,9% degli addetti. Informazioni diffuse dall’Inps indicano che le richieste per la Cig con causale “Covid-19”, pervenute fino al 10 aprile, riguardano circa 2,9 milioni di lavoratori ma si stima che il numero complessivo di ore autorizzate possa essere ampiamente superiore, anche triplo, rispetto ai valori massimi storicamente osservati su base mensile dalla crisi finanziaria del 2009 in poi. Quanto all’occupazione, nel periodo contrassegnato dall’emergenza sanitaria, il calo della partecipazione al mercato del lavoro sarebbe accentuato dai provvedimenti di distanziamento sociale, che riducendo la mobilità rendono più costosa la ricerca attiva, determinando così un aumento dello scoraggiamento.

 

Redazione Mondo Business
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