PRIMO PIANO
martedì 7 Luglio 2020
Università: Crema punta su Scienze infermieristiche
Il progetto di realizzare il primo centro di Ricerca operativa a livello nazionale nell'ex sede universitaria di Crema è solo accantonato. Per ora si è deciso di puntare sul potenziamento del corso di laurea in Infermieristica, alla luce dell'emergenza sanitaria tuttora in corso

Il futuro dell’ex sito universitario cremasco dell’Università degli studi di Milano assume contorni più precisi. La commissione di garanzia che si è svolta ieri sera nel palazzo comunale di Crema, in modalità pubblica, ha aggiornato sugli sviluppi della sede di via Bramante. Presenti anche Giuseppe Capellini, presidente di REI – Reindustria Innovazione, che ha svolto la funzione di segreteria organizzativa e tecnica di un percorso intessuto di interlocuzioni e contatti anche a livello nazionale, e il suo direttore, Ilaria Massari. Per ora il progetto Ercam, promosso in particolare dal prof. Giovanni Righini, docente dell’ateneo milanese, che da anni è responsabile del laboratorio di Ricerca operativa cremasco, dovrà attendere. Ercam, che prevede un’evoluzione del laboratorio attuale, facendone il primo centro di Ricerca operativa a livello nazionale, si scontra con ostacoli di natura non solo economica ma anche organizzativa: il progetto in questione, infatti, richiede la compartecipazione di più università e di un organico di una certa consistenza. «Ercam è accantonato ma non abbandonato», ha precisato la sindaca, Stefania Bonaldi. «Si tratta di un progetto molto ambizioso, con un orizzonte internazionale, ma che richiede più tempo per poter essere realizzato».

Serve un progetto per ottenere i finanziamenti necessari

Nel frattempo, su suggerimento della stessa Università degli studi di Milano e del preside della sua facoltà di Medicina, il prof. Gian Vincenzo Zuccotti, l’obiettivo è quello di potenziare il corso di laurea in Scienze infermieristiche, il cui ruolo strategico è evidente alla luce dell’emergenza sanitaria tuttora in corso, e dare vita a una rete con la medicina territoriale. Come ha spiegato sempre la sindaca: «L’Università degli studi chiede però un progetto preciso al riguardo, che sia in grado di trovare il supporto anche di Regione Lombardia, così da poter essere approvato dal suo cda. Il modello organizzativo che abbiamo in mente è che Acsu – l’Associazione cremasca studi universitari -, che finora ha svolto un ruolo di coordinatore riguardo al futuro del sito di Crema, divenga una fondazione, aperta anche ai privati, come singole aziende, e ad altri Comuni cremaschi».

Prosegue, dopo il successo del primo anno, l’Its Cosmesi 4.0 

Acsu svolgerà un ruolo di primo piano anche riguardo alla riqualificazione dell’ex sito universitario, che necessita di interventi importanti. L’associazione ha infatti incaricato Centro Padane Srl, la società in house dell’amministrazione provinciale di Cremona, di redigere un progetto definitivo, che preveda una divisione in lotti dell’immobile. «L’ideale», ha aggiunto la sindaca, «sarebbe riuscire a utilizzare a questo scopo parte delle eventuali risorse provenienti dal bando “Progetti emblematici” della Fondazione Cariplo, a cui abbiamo intenzione di partecipare per quanto riguarda il progetto relativo alla sinergia tra corso di laurea in Infermieristica e medicina territoriale. Pertanto auspichiamo la possibilità di un ulteriore proroga del bando in questione, la cui scadenza era già stata posticipata al prossimo 30 settembre». Nel frattempo, l’altra buona notizia riguarda la prosecuzione a Crema dell’Its dedicato alla cosmesi 4.0, il primo in Italia, che nonostante l’interruzione dovuta al coronavirus, ha avuto successo ed è pronto a iniziare il suo secondo anno.

Redazione Mondo Business
RICHIEDI LA TUA
COPIA GRATUITA
RICEVILA ADESSO