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venerdì 17 Luglio 2020
Una crisi intensa, ma di breve durata
Secondo lo studio presentato da Intesa Sanpaolo, in un webinar organizzato con Assoindustria Cremona, il sistema si è ormai attrezzato per parare i colpi di un’eventuale seconda ondata. Positivo nel Cremonese il settore agroalimentare
Francesco Buzzella, presidente di Assoindustria Cremona

Nella giornata di ieri, si è tenuto il webinar “Il rilancio delle imprese del territorio. Strumenti, opportunità e prospettive per il post-Covid. Costruiamo insieme un grande futuro”, organizzato da Intesa Sanpaolo e dall’Associazione industriali di Cremona. Il webinar ha avuto come protagonisti Francesco Buzzella, presidente dell’Associazione industriali di Cremona; Stefano Barrese, responsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo e Fabrizio Guelpa, responsabile Industry & Banking della direzione Studi e Ricerche di Intesa Sanpaolo.

L’augurio di un rapporto costruttivo tra banche e imprese

«Il sistema Paese e il sistema industriale sono stati messi seriamente alla prova», ha esordito il presidente Buzzella. «Il 2020, secondo le aspettative, doveva preannunciarsi come un anno di recupero e di investimenti. Lo choc della pandemia ha invece scombussolato ogni previsione, acuendo le nostre annose mancanze. Pertanto, sul fronte del rapporto banche-imprese, ci auguriamo di essere davvero di fronte a un momento di serio e costruttivo confronto. Dal canto nostro, abbiamo avviato uno sportello “Help desk liquidità” proprio per orientare le imprese nelle scelte finanziarie più appropriate. Da sempre, del resto, l’Associazione industriali di Cremona tiene i rapporti con gli istituti di credito, proprio per facilitare un dialogo schietto e prezioso e oggi fondamentale per uscire in fretta da questa crisi. Fra le banche con cui abbiamo in essere questo proficuo rapporto figura sicuramente Intesa Sanpaolo».

Intesa Sanpaolo non prevede una recrudescenza della crisi

Da parte del responsabile Industry & Banking della direzione Studi di Intesa Sanpaolo, Guelpa, è stata illustrata un’analisi condotta dalla direzione Studi e Ricerche dell’istituto di credito, in cui emerge come la ripresa dell’economia internazionale dipenderà dallo scenario pandemico che si andrà a delineare nei prossimi mesi e che impatterà in maniera significativa sia sul Pil che sul tasso di disoccupazione. «La nostra ipotesi non va tuttavia nella direzione di una recrudescenza e, in ogni caso, riteniamo che il sistema abbia ormai acquisito la capacità di reagire a un’eventuale seconda ondata, tale da evitare un nuovo lockdown. Infatti, anche se molto intensa, prevediamo che la crisi in atto sarà estremamente corta, a differenza, per esempio, di quella del 2008».

Nel primo trimestre export cremonese in calo del 9,6%

Per il Pil italiano la previsione di Intesa Sanpaolo è di un calo del 9,5% per il 2020, con un successivo recupero del 6,5% nel corso del 2021; una previsione che tiene conto degli effetti dei provvedimenti governativi, ma che tuttavia è soggetta ad ampi rischi. Complessivamente, la Lombardia, con la sua alta vocazione manifatturiera, è una delle regioni maggiormente penalizzate dalla pandemia, tuttavia, nello specifico, il settore agroalimentare di Cremona evidenzia nella prima parte del 2020 un andamento positivo in Italia e all’estero, grazie anche alla buona tenuta dei prodotti stagionati e confezionati, a differenza del settore della metallurgia, per esempio, che risente tuttora delle misure imposte dal lockdown. I dati presentati nel rapporto e relativi all’export delle aziende cremonesi, infatti, parlano di un calo delle esportazioni pari al 9,6%, anche se al riguardo i dati più aggiornati risalgono al primo trimestre del 2020; occorrerà aspettare stime più aggiornate.

Per le imprese più attenzione agli investimenti sostenibili

«È necessario confrontarsi con uno scenario complesso e altamente incerto», ha invitato Barrese, «che, tuttavia, offre in prospettiva una serie di opportunità: dalla transizione in chiave green (nell’industria e nella mobilità), alla digitalizzazione (smartworking, didattica a distanza), dalla maggiore attenzione ai temi legati alla salute e all’ambiente domestico, alla regionalizzazione delle catene del valore. In sostanza gli ESG (Environmental, Social and Governance), le attività legate agli investimenti responsabili e sostenibili, riguardo ai quali la stessa Banca centrale europea sta invitando gli istituti di credito a fare sempre più attenzione, nell’ottica di un’attenta valutazione delle caratteristiche di un’azienda richiedente un prestito».

Crescere di dimensione e rafforzarsi patrimonialmente

«La decennale collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria», ha aggiunto Barrese, «prosegue con la consapevolezza che per agganciare queste opportunità, la ripresa deve necessariamente passare da un sistema economico e produttivo più digitale e che abbia gli incentivi giusti per crescere dimensionalmente e rafforzarsi sotto il profilo patrimoniale. In un mercato composto da tante aziende di piccole dimensioni e in un contesto di difficoltà come quello attuale, il rapporto di filiera strategico tra i leader della filiera e i propri fornitori può diventare infatti uno straordinario moltiplicatore e facilitatore per l’accesso al credito delle imprese minori, facendo leva sulla forza e solidità dei “Champions” del made in Italy, che possono far beneficiare i loro fornitori del proprio profilo di credito».

 

 

 

Redazione Mondo Business
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