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martedì 11 Giugno 2019
Una blockchain per la filiera dell’olio extravergine d’oliva
L'Oleificio Zucchi illustra a Roma lo sviluppo tecnologico del suo progetto

«Eccellenza nella qualità, rispetto per il lavoro e per l’ambiente e sostenibilità delle scelte in una prospettiva di lungo periodo sono alla base della nostra filiera». Queste le parole degli imprenditori Alessia e Giovanni Zucchi, dell’azienda cremonese Oleificio Zucchi Spa, nel corso del convegno “Legalità e sostenibilità del made in Italy”, organizzato a Roma lo scorso 11 giugno, nella nuova aula della Camera dei Deputati. «Oggi siamo lieti di annunciare che stiamo lavorando all’evoluzione della “Certificazione di Sostenibilità per la filiera dell’Olio Extravergine di Oliva by Oleificio Zucchi”, cioè il naturale sviluppo tecnologico del progetto iniziato nel 2015, il primo in Italia e nel mondo per quanto riguarda il settore oleario. Questo nostro know how sulla sostenibilità di filiera lo mettiamo oggi a disposizione di tutte le istituzioni italiane che lo vorranno condividere, per valorizzare sempre di più quelle eccellenze dell’agroalimentare nazionale quali sono gli oli d’oliva».

Il progetto è stato presentato a deputati e operatori del settore

Per l’occasione, Alessia Zucchi, AD di Oleificio Zucchi Spa, ha presentato in anteprima la nuova fase del progetto, che prevede uno studio di fattibilità per l’applicazione delle tecnologie blockchain sulla propria filiera sostenibile. Oltre a Zucchi, il convegno ha visto succedersi, tra gli altri, gli interventi di Filippo Gallinella, presidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati; Gianpaolo Vallardi, presidente della commissione Agricoltura del Senato; Gian Carlo Caselli, già procuratore della Repubblica, membro del consiglio direttivo di “Eurispes” e presidente del comitato scientifico della fondazione “Osservatorio Agromafie”; Eugenia Pontassuglia, sostituto procuratore nazionale Antimafia e Antiterrorismo – DNA; David Granieri, presidente di Unaprol, Coldiretti; Sandro Piccini, direttore di Italia Olivicola; Maura Latini, direttore generale di Coop Italia e Mario Catania, già presidente della commissione parlamentare di inchiesta sui fenomeni della contraffazione, durante la 17esima Legislatura.

I prodotti sono già interamente tracciabili

La blockchain si inserisce in un contesto di tracciabilità molto sofisticata, i cui risvolti in tema di sostenibilità ambientale hanno già iniziato a vedersi, con una riduzione dell’impronta carbonica del 24% dal 2017 al 2018. I prodotti sono già interamente tracciabili da parte del consumatore finale e garantiti dall’ente di certificazione CSQA, attraverso controlli rigorosi e  verificabili su qualità, sicurezza alimentare, sostenibilità e provenienza del prodotto lungo tutta la catena del valore.

Oltre 150 i requisiti da rispettare

Sottolineano Alessia e Giovanni Zucchi: «Con oltre 150 requisiti da rispettare per ogni singolo componente della filiera, dalla fase agricola al confezionamento, il disciplinare rappresenta uno strumento nuovo, aperto a tutti gli operatori del settore, per valorizzare in Italia e nel mondo lo straordinario patrimonio olivicolo nazionale e garantire al consumatore un olio extravergine di oliva buono, salutare, rispettoso dell’ambiente e del territorio e giusto nel riconoscimento economico del lavoro».

 

 

Redazione Mondo Business
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