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giovedì 21 Novembre 2019
Un territorio poco ricettivo verso gli investitori
Federico Biondini, broker della Logiman, avverte: «Abbiamo un patrimonio immobiliare deteriorato. Per non parlare delle carenze infrastrutturali»
Federico Biondini

Federico Biondini, titolare della M.I.I. – Mediazioni Immobili Industriali -, di professione è un broker immobiliare, specializzato nel settore industriale/logistica e il suo lavoro gli consente di avere il polso della situazione riguardo a un fattore chiave dello sviluppo economico. Del resto è una regola: se il mercato immobiliare si ferma, a rallentare sono anche tutti gli altri settori. E, dunque, vediamo come sta procedendo questo specifico comparto. «Si chiude un anno di lavoro e si inizia ad avvertire qualche segnale di una economia in frenata», avverte Biondini, «ad ogni modo, sono stati dodici mesi che riserveranno un risultato positivo, anche se, per vederne gli effetti, bisognerà aspettare il 2020. Purtroppo, nel territorio cremasco e cremonese,  è sempre molto difficile fare la differenza».

Un territorio penalizzato dalla mancanza di un casello autostradale

Per quale motivo? «Perché il parco immobiliare è estremamente datato e deteriorato e le aspettative di chi vende o affitta non sono quasi mai in linea con il reale valore degli edifici. Per quanto ci riguarda, poi, resta aperta la questione infrastrutturale, che ci tiene lontani, per non dire invisibili, nei confronti di quanti, a Milano, Bergamo, Brescia o Piacenza, hanno intenzione di spostare la propria azienda. Il fatto è che il minimo comune denominatore di questi territori è un casello autostradale, cosa che il Cremasco non può vantare, penalizzato com’è anche dal mancato adeguamento della Paullese». Eppure un esempio positivo non manca e non è nemmeno distante, come invita a considerare Biondini. «Basti considerare la zona di Treviglio, dove nel 2020 si avvierà un’importante operazione immobiliare, grazie alla quale, a vario titolo, nasceranno 800 posti di lavoro. Posso dire di conoscere bene quella zona, perché lì, nel mio piccolo, di posti di lavoro ho già contribuito a crearne 2mila».

Imprenditori disincentivati da una pressione fiscale elevata

C’è qualcos’altro, oltre ai collegamenti stradali, che rende Treviglio più attraente del Cremasco o del Cremonese? O è tutta e solo questione di infrastrutture mancanti? «Il fatto è che il territorio, e Crema in particolare, è poco ricettivo alle esigenze degli imprenditori e penso, per esempio, alla questione degli oneri di urbanizzazione e alle continue contestazioni, da parte di questo o quel comitato. Detto ciò, esiste però un problema più generale, che non riguarda solo il nostro territorio e mi riferisco all’aspetto fiscale: gli imprenditori, in questi anni, hanno dovuto sopportare una pressione fiscale smodata, causa di umiliazione e annientamento di interi comparti produttivi. E pensare che una soluzione ci sarebbe: deducibilità e detraibilità subito e al 100% dei costi delle aziende, perché il ciclo economico ormai dura dai tre ai cinque anni, non oltre».

 

Redazione Mondo Business
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