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martedì 23 Luglio 2019
Un piccolo artigiano e i costi della burocrazia
Da 30 anni Diego Rossi punta sulla qualità del lavoro ma far fronte ai costi delle certificazioni diventa sempre più difficile
Diego Rossi

La Rossi Elettroservizi di Chieve, associata alla Libera Artigiani di Crema, è sulla breccia dal 1981. Fin da subito ha puntato alto, facendo della professionalità e della qualità elevata i suoi tratti distintivi; una filosofia che ha pagato, viste le soddisfazioni che ha regalato al suo titolare, Diego Rossi: basti ricordare che, nel 2001, l’azienda ha ottenuto il premio regionale per l’artigianato d’eccellenza ed era la prima edizione di questo riconoscimento al merito.

Costi insostenibili in una congiuntura economica difficile

Ora, però, la Rossi Elettroservizi si trova a una svolta importante: «Sto per compiere 60 anni», ci racconta Diego Rossi, «e mio figlio, che oggi ne ha 21, dimostra un forte entusiasmo per l’attività. Di conseguenza, la mia intenzione sarebbe quella di lasciargli un’azienda al meglio della sua salute, tanto più che sto partecipando a gare d’appalto importanti». Sembrerebbe dunque un felice esempio di passaggio generazionale, se non ci fosse un però: una spina nel fianco, che turba i progetti di Rossi. Di che cosa si tratta ce lo spiega lui stesso: «Se voglio che la mia azienda mantenga un livello alto e abbia accesso a gare d’appalto importanti, devo mantenere le certificazioni di qualità ma temo di non riuscire più a permettermelo; i loro costi aumentano e per un piccolo artigiano come me la situazione si sta facendo insostenibile».

Senza certificazioni addio alle gare d’appalto più importanti

In occasione dell’ultimo rinnovo della SOA, per esempio, una delle certificazioni di qualità più ambite, che va rifatta ogni cinque anni, Rossi è arrivato a pagare oltre 13mila euro. Per la precisione, 8.097,20 euro per il rinnovo quinquennale e 5.246,84 euro per quanto riguarda i soli requisiti economici, la cui idoneità va verificata dopo i primi tre anni dall’acquisizione della certificazione. «Fra un paio d’anni dovrò rinnovare il tutto e non posso credere che dovrò spendere ancora una somma simile; con 13mila euro ci pagherei quasi un apprendista. Non avrò altra scelta che rinunciare alla SOA ma, così facendo, non potrò più prendere parte a gare importanti e le ricadute per la mia attività sarebbero serie. Probabilmente, dovrei limitarmi a lavorare solo nel territorio cremasco, ma non è tutto: anche la struttura aziendale ne risentirebbe pesantemente, perché non potrei più sobbarcarmi i costi attuali. Non è quello che vorrei per mio figlio, a cui speravo di poter lasciare un’azienda in grado, come è tuttora, di offrire un pacchetto di servizi completo; ma sarà difficile».

Servirebbe una legge più calibrata sulle piccole imprese

Rossi non vorrebbe darsi per vinto: sa che la sua battaglia è anche quella di tutto un mondo produttivo fatto di piccoli artigiani che, dopo aver sgobbato una vita per portare la propria azienda a raggiungere i traguardi sperati, si vedono costretti dalla burocrazia a soppesare seriamente l’ipotesi di chiudere i battenti. «Penso che di storie come la mia se ne troverebbero diverse, se si facesse un’indagine tra i tanti imprenditori che condividono le mie stesse fatiche», conclude Rossi. «Voglio sperare davvero che cambi qualcosa e che quello che è un obbligo di legge possa tenere conto delle dimensioni delle piccole aziende, soprattutto in un periodo come quello di oggi, molto difficile per la nostra economia».

Redazione Mondo Business
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Libera Associazione Artigiani
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