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lunedì 3 Agosto 2020
Un periodo durissimo per il terziario lombardo
Prosegue nel secondo trimestre il calo del fatturato delle imprese del terziario lombardo, con un divario rispetto allo stesso periodo del 2019 che tocca il -23,5% per i servizi e il -13,9% per il commercio al dettaglio. Gli imprenditori che hanno risposto all’indagine di Unioncamere Lombardia lasciano però trapelare un sensibile miglioramento delle aspettative

Una caduta in due soli trimestri senza precedenti: nemmeno nelle recessioni 2008-2009 e 2011-2012 la flessione era stata così intensa. Gli imprenditori che hanno risposto all’indagine lasciano però trapelare segnali positivi e un sensibile miglioramento delle aspettative, segno che il peggio della crisi sembra essere ormai alle spalle, nonostante le incertezze per il futuro.

Alloggio e ristorazione hanno pagato il prezzo più alto

«Anche il secondo trimestre è stato un periodo durissimo per il terziario lombardo», commenta Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. «Da fine trimestre gli imprenditori iniziano a guardare al futuro con cauto ottimismo, anche nei comparti più colpiti dallo choc economico, sebbene i livelli di fiducia degli anni scorsi siano lontani. Oggi più che mai è necessario il convinto sostegno alle imprese da parte delle istituzioni, con le Camere di commercio pronte a fare la loro parte». Nei servizi si accentua l’asimmetria settoriale già evidenziata nei primi tre mesi del 2020. Alloggio e ristorazione hanno pagato il prezzo più alto, con un crollo su base annua del 54,1% che sconta la sospensione delle attività durante il periodo di lockdown e una ripartenza molto lenta con scarsi flussi turistici e minore propensione a consumare pasti fuori casa. Molto pesante anche la perdita subita dai servizi alla persona (-36,7%), seguiti dal commercio all’ingrosso (-22,4%) e dai servizi alle imprese (-15,5%). Le aspettative degli imprenditori dei servizi sembrano orientarsi verso una possibile ripresa nella seconda parte dell’anno: il saldo tra previsioni di crescita e di diminuzione del fatturato è -24,8%, dato negativo ma migliore rispetto al primo trimestre (-64,6%).

Commercio al dettaglio: crolla il comparto non alimentare

Ancora più eterogenei i risultati nel commercio al dettaglio: il comparto più penalizzato è stato quello non alimentare: la sospensione delle attività ha causato un crollo del fatturato su base annua del 30%. Contenuto, invece, l’impatto sui negozi alimentari (-4%), mentre nell’emergenza crescono ipermercati, supermercati ed esercizi non specializzati (+4,8%), che hanno anche beneficiato della chiusura di bar e ristoranti. I giudizi sulle scorte, benché negativi, cominciano a mostrare segnali di attenuazione delle difficoltà rispetto al primo trimestre e le aspettative degli imprenditori del commercio al dettaglio confermano queste avvisaglie positive: il saldo tra previsioni di crescita e di diminuzione del fatturato per il prossimo trimestre è -17,9 punti, sempre negativo ma in netto recupero, rispetto al -39,4 registrato nei primi tre mesi dell’anno.

Redazione Mondo Business
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Gian Domenico Auricchio
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