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martedì 11 Agosto 2020
Un pacchetto di misure per rafforzare le Pmi
Sono stati firmati i decreti attuativi sul credito d’imposta e sul "Fondo Patrimonio Pmi". Il ministro Gualtieri: «Si tratta di provvedimenti pensati per sostenere chi investe sul proprio rilancio»
Roberto Gualtieri

Sono stati firmati i decreti attuativi delle misure previste nel decreto “Rilancio”, che rendono operative le misure per il sostegno alla patrimonializzazione delle piccole e medie imprese in difficoltà. Il ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, ha firmato il decreto sulle modalità di attuazione degli incentivi, sotto forma di credito d’imposta, per il rafforzamento patrimoniale delle imprese e, insieme al ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, il decreto sull’operatività del “Fondo Patrimonio Pmi”.

Le Pmi: un patrimonio insostituibile per il nostro Paese

«Le piccole e medie imprese italiane rappresentano un segmento chiave della nostra economia», ha dichiarato il ministro Gualtieri. «Pertanto, è fondamentale assicurare la tenuta di queste imprese e il loro accesso al credito, favorendo la loro patrimonializzazione, per dare continuità e forza alla ripresa economica del Paese. Questo pacchetto di misure è disegnato per sostenere le imprese che decidono di investire sul proprio rilancio, con un’attenzione particolare all’innovazione e all’ambiente, e che in questo modo forniscono un contributo prezioso alla ripartenza dell’Italia. Siamo al loro fianco, consapevoli che lo straordinario patrimonio di impegno, tenacia, operosità delle nostre Pmi costituisce appunto un fattore insostituibile della forza economica del nostro Paese».

Istituito il Fondo Patrimonio Pmi

L’articolo 26 del decreto “Rilancio” introduce un importante insieme di misure di sostegno per le società di capitali o cooperative (a esclusione di quelle che operano nei settori bancario, finanziario e assicurativo) che effettuino un aumento di capitale; abbiano sede legale in Italia; ricavi compresi fra 5 e 50 milioni di euro e abbiano registrato nei mesi di marzo e aprile 2020, a causa dell’emergenza Covid-19, un calo dei ricavi non inferiore al 33% rispetto al 2019. È previsto un credito di imposta del 20% della somma investita, con un investimento non superiore ai 2 milioni di euro e partecipazione posseduta fino al 31 dicembre 2023, per i soggetti che effettuano conferimenti in denaro in esecuzione di un aumento di capitale, in una o più società, e un ulteriore credito, pari al 50% delle perdite eccedenti il 10% del patrimonio netto, fino a concorrenza del 30% dell’aumento di capitale stesso. Viene inoltre istituito il “Fondo Patrimonio Pmi”, che potrà sottoscrivere obbligazioni o titoli di debito di imprese, con ricavi superiori a 10 milioni di euro, che effettuino un aumento di capitale non inferiore a 250mila euro.

Il ruolo dell’Agenzia delle Entrate

Il decreto attuativo sul credito d’imposta prevede la presentazione delle istanze all’Agenzia delle Entrate, secondo termini e modalità che saranno definiti con provvedimento del direttore dell’Agenzia, che una volta verificata la correttezza dei dati, riconoscerà il credito stesso. L’Agenzia delle Entrate, entro trenta giorni dalla presentazione delle istanze, comunica poi l’esito della richiesta e, in caso positivo, l’importo del credito effettivamente spettante. Il decreto attuativo sul “Fondo Patrimonio Pmi” specifica invece le condizioni e i termini degli strumenti finanziari subordinati, che potranno essere sottoscritti a valere sul fondo stesso, che ha una dotazione di 4 miliardi di euro e verrà gestito da Invitalia. Gli strumenti finanziari subordinati sono remunerati a un tasso agevolato e non è prevista una valutazione del merito di credito per l’accesso alla misura. Il finanziamento deve essere destinato a investimenti, capitale circolante e costi del personale.

Favoriti gli investimenti in sviluppo sostenibile

Vengono incentivati gli investimenti finalizzati alla sostenibilità ambientale o all’innovazione tecnologica, a fronte del mantenimento dei livelli occupazionali, attraverso una riduzione del valore di rimborso. A salvaguardia delle risorse pubbliche sono previsti obblighi informativi e il monitoraggio sull’andamento delle imprese beneficiarie. Tra i principali benefici attesi da questa misura, ci sono il rafforzamento della struttura patrimoniale delle Pmi, grazie all’apporto dei capitali privati e all’effetto amplificativo del prestito statale, l’immediata liquidità disponibile per le aziende e una maggiore facilità di accesso al credito bancario. È previsto un processo di richiesta ed erogazione semplice e rapido, gestito da Invitalia, che pubblicherà a breve sul proprio sito Internet il modello uniforme di istanza e della restante documentazione richiesta ai fini dell’accesso alla misura.

 

Redazione Mondo Business
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