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sabato 26 Dicembre 2020
Tutte le novità del credito d’imposta per la transizione 4.0
CNA ha tenuto in questi giorni un webinar dedicato alle novità in materia di contributi previsti dalla nuova legge di Bilancio, che è in attesa di essere approvata definitivamente dai due rami del Parlamento

È capitato più volte che diverse imprese, non seguendo una procedura corretta nel presentare domanda per accedere ai contributi previsti negli ultimi anni per la transizione al 4.0, si sono trovate esposte nei confronti dell’Agenzia delle Entrate. Attraverso un evento online, dedicato alle novità in materia, CNA ha voluto quindi sottolineare l’importanza di effettuare tutte le verifiche preliminari del caso, oltre alla necessità di una perizia giurata, obbligatoria per gli investimenti superiori ai 300mila euro. «Il credito d’imposta è uno strumento stabile, attivo fino al 2022», ha precisato Silvia Boccetti, responsabile CNA Lombardia per la ricerca e l’innovazione. «Inoltre, il beneficio per l’impresa che ne fa ricorso è netto: l’ammontare del credito infatti non entra nel computo del reddito. Si tratta, dunque, di uno strumento più conveniente rispetto ai contributi a fondo perduto».

L’occasione è stata utile per presentare anche il nuovo contributo “Transizione 4.0”, previsto nella legge di Bilancio 2021, in attesa di essere approvata domani in sede parlamentare, che contiene alcune novità. Vediamole nel dettaglio, così come illustrate da Luca Moliterni, esperto di agevolazioni fiscali.

Beni immateriali e materiali non 4.0

In questo caso, le aliquote previste per il credito d’imposta sono del 10% per quanto riguarda il 2021 e del 6% per il 2022.

Beni strumentali materiali 4.0

Le aliquote sono differenziate in base all’importo e all’anno dell’investimento da effettuare:

  • Il 50% nel 2021 e il 40% nel 2022 fino a 2,5 milioni di euro
  • Il 30% nel 2021 e il 20% nel 2022 da più di 2,5 milioni a 10 milioni di euro
  • Aliquota unica del 10% fino a 20 milioni di euro.

Beni immateriali 4.0

  • Il 20% fino a un milione di euro (sono ammesse soluzioni in cloud)
  • Il 15% per investimenti nel lavoro agile (questa norma è in corso di definizione; in Parlamento sono stati presentati degli emendamenti al riguardo).

Ricerca e sviluppo

  • L’aliquota è stata innalzata al 20% per il biennio 2021-2022; il massimale previsto è di 4 milioni di euro.
  • Per quanto riguarda i requisiti di base, sono ammissibili le attività che rispettano i criteri stabiliti nel manuale di Frascati, edizione 2015 (creatività; rischi di diversa natura: tecnologici, legati ai tempi e ai costi; sistematicità del progetto ecc.)

Innovazione tecnologica

  • Aliquota del 10%, per un massimale di 2 milioni di euro.
  • Le attività in questione devono presentare un carattere di novità per l’impresa.

Innovazione digitale 4.0 e transizione ecologica

  • Il 15%, per un massimale di 2 milioni di euro

Design e ideazione estetica

Dedicato alle nuove collezioni e campionari di aziende dei settori tessile e moda, calzaturiero, occhialeria, orafo, del mobile e dell’arredo e ceramica. L’aliquota è stata fissata in questo caso al 10%, per un massimale di 2 milioni di euro.

Formazione 4.0

  • Il 50% per le piccole aziende; limite massimo annuale di 300mila euro
  • Il 40% per le medie aziende; limite massimo annuale di 250mila euro
  • Il 30% per le grandi aziende; limite massimo annuale di 250mila euro.
  • Le spese ammissibili riguardano il personale dipendente docente; il personale dipendente discente; i costi di esercizio e i servizi di consulenza.
Redazione Mondo Business
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