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giovedì 30 Aprile 2020
Trasformare la crisi in un’occasione di rilancio
Il presidente dell'Inapp, Fadda, invita il Governo a sostenere le micro e piccole imprese e i lavoratori, perché non venga meno la domanda aggregata
Sebastiano Fadda

«Sarà un 1 maggio insolito, inedito, certamente il più incerto per il mondo del lavoro, sospeso tra attività produttive ancora bloccate e una crisi che rischia di lasciare segni profondi, molto più a lungo del lockdown, a partire da chi sarà espulso dal mercato del lavoro». È quanto dichiara Sebastiano Fadda, il presidente dell’Inapp, l’Istituto nazionale per l’analisi delle politiche pubbliche, in occasione della Festa dei lavoratori. «In un nostro recente studio, abbiamo visto che sono soprattutto le micro e le piccole imprese a essere le più colpite dalle misure di sospensione dell’attività produttiva. Queste, peraltro, e per molte ragioni, incontreranno maggiori difficoltà nel sopravvivere a un periodo prolungato di assenza di fatturato e meritano pertanto particolare attenzione nella predisposizione di adeguate misure, non solo per garantirne la sopravvivenza, ma anche per assicurarne la ripresa».

Sono i lavoratori a termine quelli più a rischio

In particolare, sono i lavoratori a termine quelli più a rischio di perdere l’occupazione in fasi recessive o a causa di choc esogeni. «Basta guardare a quanto successe nel 2009», sottolinea Fadda, «l’anno in cui la recessione economica pesò in misura maggiore sull’Italia, con una flessione del Pil pari al 5,3%: allora, il numero di occupati a termine si ridusse del 7,2% rispetto all’anno precedente, a fronte di una sostanziale stabilità dell’occupazione a tempo indeterminato (-0,1%). Solo nell’anno successivo si registrò una marcata diminuzione anche per i lavoratori a tempo indeterminato. In un contesto come quello odierno, risultano quindi necessarie forti misure di sostegno ai lavoratori privati di reddito, a causa delle misure di contenimento dell’epidemia, anche nell’ottica di mantenere un adeguato livello di domanda aggregata, necessario per supportare la ripresa dell’offerta».

È necessaria una strategia di politica industriale

«Ma sarà anche necessario predisporre le misure di sostegno alle imprese nell’ambito di un’articolata strategia di politica industriale, capace di sostenere selettivamente quei nodi delle filiere produttive a più alto rischio, a causa della perdita di competitività anche internazionale o a causa dei profondi cambiamenti strutturali che è necessario governare, per trasformare la presente crisi in un’occasione di rilancio dell’economia».

Redazione Mondo Business
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