PRIMO PIANO
giovedì 17 Settembre 2020
Sulla ripresa economica gravano importanti rischi
Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, mette in guardia sul fatto che la pandemia non sta evolvendo come previsto. Al centro della sua analisi: l'elevato risparmio precauzionale, i ritardi strutturali del nostro Paese e il ruolo delle banche nell'assicurare le necessarie linee di credito
Ignazio Visco

«Le conseguenze della gravissima crisi globale, causata dalla diffusione del nuovo coronavirus, sono ancora molto difficili da valutare», ha dichiarato ieri, a Roma, il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, in sede di Comitato esecutivo dell’Associazione bancaria italiana. «L’incertezza sulle prospettive incide negativamente sulle decisioni di spesa delle famiglie e delle imprese. Nonostante una recente, leggera, tendenza al miglioramento, la fiducia rimane su valori molto bassi, non solo in Italia. Nei primi due trimestri dell’anno, la forte caduta dei consumi, degli investimenti e della domanda estera ha determinato un arretramento del Pil ai livelli dei primi anni Novanta; a questo sembra far seguito, come previsto, un consistente recupero dell’attività produttiva».

Se protratto, l’alto livello di risparmio può frenare la ripresa

«Nel complesso, anche grazie alle misure di stimolo della domanda, monetarie e di bilancio, il rafforzamento della congiuntura nel trimestre in corso potrebbe essere lievemente migliore di quanto delineato in luglio, nello scenario di base delle nostre previsioni. Al momento, gli andamenti che stiamo osservando restano a grandi linee coerenti con il risultato prefigurato in quello scenario: una caduta del Pil di poco inferiore al 10%, con una successiva, ma molto graduale, ripresa. Del resto, sulle prospettive di crescita gravano ancora importanti rischi, che richiedono chiarezza sull’orientamento delle politiche, anche nel medio periodo. La pandemia non sta evolvendo, a livello globale, come molti avevano sperato. Se protratto, l’elevato risparmio precauzionale, diffuso anche in altri Paesi avanzati, può frenare la ripresa globale nei prossimi mesi, rischiando di radicarsi nei comportamenti delle famiglie e delle imprese».

Proporre in sede europea progetti per recuperare i ritardi strutturali

«Per ridurre l’incertezza e porre le basi per il ritorno a una crescita stabile e sostenuta dell’economia e dell’occupazione, le necessarie misure di stabilizzazione macroeconomica vanno accompagnate da interventi risoluti sul piano delle infrastrutture, non solo materiali. La decisione europea di costituire un fondo volto a garantire il benessere delle nuove generazioni è un passo avanti di importanza storica. In tutti i Paesi vanno individuati percorsi di riforma volti a innalzare il potenziale di crescita, garantendo l’equità e la sostenibilità, non solo finanziaria, dello sviluppo economico. A questo scopo, nel nostro Paese occorre guardare ai progetti che le ingenti risorse messe a disposizione dai programmi europei rendono possibili, non nell’ottica di un’ordinaria legge di bilancio, ma concentrandosi su quegli interventi in grado di farci recuperare i ritardi strutturali che più hanno ostacolato, e ancora ostacolano, la ripresa della crescita e la creazione di occasioni di lavoro, qualificate e stabili».

È necessario un progressivo ritorno a politiche di bilancio prudenti

«Fino a oggi, l’espansione dei prestiti è stata sostenuta dalle garanzie pubbliche. Data la struttura della nostra economia, composta prevalentemente da piccole e medie aziende, con il consolidarsi della crescita le banche si troveranno a dover fronteggiare nuove domande di finanziamenti non più assistite da tali garanzie. Si può prevedere una risposta nel complesso positiva: una restrizione del credito finirebbe infatti per ritorcersi sugli stessi bilanci bancari, ostacolandone il necessario rafforzamento. Un aumento generalizzato delle richieste di escussione delle garanzie potrebbe altresì determinare ripercussioni sulle finanze pubbliche. Queste non potranno che essere coperte con una sostenuta ripresa dell’economia, favorita dai prestiti bancari, oltre che
con il necessario, progressivo, ritorno alla prudenza nelle politiche di bilancio».

Redazione Mondo Business
RICHIEDI LA TUA
COPIA GRATUITA
RICEVILA ADESSO