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giovedì 21 Maggio 2020
Sostenibilità: linee guida per la rendicontazione delle Pmi
Il documento elaborato da Confindustria rappresenta una bussola per le Pmi che intendono avvicinarsi volontariamente al tema della rendicontazione delle informazioni relative alla sostenibilità nei propri bilanci

Gli obiettivi di sviluppo sostenibile, indicati dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, stanno diventando sempre più parte delle strategie e della governance aziendale, nell’ottica di rendere l’impresa più trasparente e di permettere una valutazione migliore delle sue potenzialità da parte del mondo delle istituzioni, dei consumatori, della finanza e degli investitori. Anche in quest’ultimo ambito, infatti, grandi fondi di gestione si stanno orientando verso una finanza green, scegliendo di investire proprio in quelle aziende che presentano un curriculum quanto più improntato alla sostenibilità.

Rendere consapevoli le Pmi dell’importanza della sostenibilità

In questa prospettiva assume particolare rilevanza l’iniziativa di Confindustria, che ha pubblicato una sorta di manuale o “cassetta degli attrezzi” per le Pmi, “Linee guida per la rendicontazione di sostenibilità per le Pmi”, aggiornando un suo precedente lavoro del 2010. L’obiettivo è rendere consapevoli anche le piccole e medie imprese dell’importanza di una rendicontazione non solo finanziaria, ma anche di sostenibilità all’interno dei propri bilanci. Se infatti per loro una tale rendicontazione non è ancora un obbligo di legge, tuttavia, come si diceva, le strategie di investimento, anche quelle comunitarie, si stanno muovendo in questa direzione. Oltre all’Agenda 2030 dell’Onu, anche il Green New Deal della Commissione europea condizionerà fortemente le decisioni di investimento delle aziende e il modo stesso di fare impresa.

Il 99,8% delle imprese europee rientra nella categoria Pmi

«L’Italia ha sempre dimostrato con il proprio tessuto produttivo la capacità di interpretare i tempi e di sapersi rinnovare», si legge nell’introduzione al documento di Confindustria. «Siamo un Paese povero di materie prime, che però ha il privilegio di poter contare su di un’economia basata sulla trasformazione e sull’ingegno, ma questo, a fronte della rapida evoluzione in corso, non è sufficiente. Il binomio sostenibilità/competitività aziendale è un tema di interesse anche per le Pmi, se si considera che il 99,8% delle imprese operanti in Europa è costituito da tale tipologia di imprese. Il documento è quindi un supporto per le Pmi che desiderino intraprendere volontariamente un processo di autoanalisi sul proprio livello di sostenibilità e di presa di coscienza della sua valenza strategica».

I benefici di una rendicontazione sostenibile per le Pmi

Le piccole e medie imprese potrebbero conseguire diversi benefici, scegliendo di rendicontare informazioni non finanziarie nel proprio bilancio: la mitigazione dei rischi (finanziari e non); un accesso più agevole ai rapporti con la pubblica amministrazione; un miglior accesso al mercato del credito e alle risorse finanziarie; una migliore capacità di attrarre e fidelizzare le persone con le giuste competenze; lo sviluppo di una filiera sostenibile (sia con i propri fornitori che come fornitori); il supporto dei propri stakeholder chiave e una migliore legittimazione sociale; una facilitazione nelle aggregazioni di imprese e un miglioramento della propria immagine e del proprio brand reputazionale.

 

Redazione Mondo Business
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Confindustria
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