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martedì 2 Marzo 2021
Si rafforza la crescita del settore manifatturiero
Secondo gli ultimi dati PMI, dopo la robusta prestazione di gennaio, il settore manifatturiero italiano migliora ulteriormente. La produzione manifatturiera e i nuovi ordini sono cresciuti ai tassi maggiori in tre anni, per via del sostenuto aumento della domanda riportato dalle aziende intervistate. I produttori manifatturieri hanno di conseguenza assunto più personale a livelli mai osservati da metà 2018

L’Indice PMI (Purchasing Managers Index®) IHS Markit del settore manifatturiero italiano, che con una sola cifra fornisce un quadro degli sviluppi delle condizioni generali del settore manifatturiero, è aumentato a febbraio al livello maggiore in 37 mesi, posizionandosi a quota 56.9, in salita rispetto al 55.1 di gennaio, e ha segnalato un elevato miglioramento dello stato di salute del settore manifatturiero italiano. Il motivo principale della continua ripresa è stata la crescita più veloce dei nuovi ordini e della produzione, aumentati per entrambi i parametri al livello più veloce da febbraio 2018. Secondo le aziende campione, l’allentamento delle restrizioni anti-Covid ha favorito lo sblocco della domanda latente, causando quindi l’aumento delle vendite sia nazionali che estere. Senza ombra di dubbio, gli ordini provenienti dall’estero sono aumentati a febbraio, e per il terzo mese consecutivo, con l’ultimo aumento che è stato in generale elevato e il più veloce da dicembre 2017.

Aumentano, però, l’inflazione e i tempi di consegna dei fornitori

Allo stesso tempo, e sempre per quanto riguarda febbraio, le aziende produttrici italiane hanno registrato l’ennesimo incremento della loro attività di acquisto, a un tasso di crescita risultato il maggiore da gennaio 2018. Nonostante ciò, le giacenze presso i magazzini sono diminuite, con le esigenze della produzione nettamente superiori rispetto agli acquisti e con l’adempimento delle vendite affidato, qualora possibile, all’utilizzo delle giacenze esistenti. Detto questo, l’incremento della domanda di materie prime di febbraio ha aggiunto pressioni sulla catena di distribuzione. I tempi medi di consegna dei fornitori si sono allungati al tasso maggiore dallo scorso aprile, con le aziende campione che l’hanno attribuito alle restrizioni da Covid, alla carenza di materiale e a problemi di natura logistica. Sul fronte dei prezzi, le aziende campione hanno collegato l’ennesima tornata di inflazione dei costi di febbraio alla carenza di materie prime e agli aumenti di prezzi da parte dei fornitori; i costi di acquisto sono inoltre aumentati al tasso più veloce da aprile 2011.

Le aziende hanno assunto al tasso più veloce da metà 2018

Anche i prezzi medi di vendita delle imprese manifatturiere italiane sono aumentati, con i dati raccolti che l’hanno collegato agli sforzi di mantenere i margini e di passare i maggiori costi ai clienti finali; il tasso di inflazione delle tariffe è stato il maggiore in tre anni. Conseguentemente alla crescente pressione sulla capacità, le aziende manifatturiere hanno assunto ulteriore personale e al tasso più veloce da metà 2018. Per concludere, a febbraio le aziende sono rimaste positive in merito alla loro attività per l’anno prossimo, con l’ottimismo attribuito alle migliori condizioni della domanda e alla speranza di allentamenti delle misure anti-Covid.

Redazione Mondo Business
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