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mercoledì 17 Febbraio 2021
Scegliere quali aziende tutelare: il difficile compito della politica
Nel discorso al Senato per la fiducia al suo governo, Mario Draghi ha descritto il programma che intende attuare. Per quanto riguarda gli aspetti economici, al centro del suo intervento ci sono le riforme richieste per accedere ai fondi europei e il necessario sostegno a lavoratori e imprese in difficoltà, ma con la consapevolezza che non tutte potranno essere salvate
Mario Draghi

«Voglio esprimere la vicinanza del mio governo a quanti soffrono dal piunto di vista della salute e dal punto di vista economico. Siamo consapevoli dell’enorme sacrificio a cui sono chiamate molte aziende e lavoratori e faremo di tutto perché tornino nel più breve tempo possibile alla loro normale attività. Quanto ai lavoratori, attualmente sono soprattutto i precari a essere in difficoltà, ma potrebbe toccare presto anche ai contratti indeterminati. In questa prospettiva faremo le riforme necessarie, proteggendo tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore tutelare indistintamente tutte le attività economiche e la scelta di chi proteggere è il difficile compito che la politica è chiamata a compiere».

Centrali le politiche attive del lavoro

«Oltre alle riforme necessarie dobbiamo occuparci delle emergenze e le categorie più fragili sono quelle delle donne, dei giovani e dei lavoratori autonomi. In questo senso, saranno centrali le politiche attive per il lavoro, rafforzando strumenti esistenti da subito, senza attendere Pnrr, ma anche emergenze, di chi soffre adesso, chi perde lavoro o costretto a chiudere propria attività. Spesso mi sono chiesto se la nostra generazione ha fatto per i nostri figli quanto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi: una domanda che richiede risposte concrete e urgenti, dal momento che costringiamo molti nostri giovani a emigrare, a causa di una mancata valorizzazione del merito e della parità di genere».

Non interventi parziali, ma una visione a lungo termine

«Per quanto riguarda il Pnrr, ci concentreremo sulla produzione di energia da fonti rinnovabili e tutto ciò che ne deriva già a partire dalle prossime settimane. Selezioneremo progetti coerenti, prestando attenzione alla loro fattibilità entro i prossimi sei anni, così come previsto dal Next Generation Eu, che ci chiede anche riforme, che peraltro il nostro Paese attende da decenni. Finora ci sono stati solo interventi parziali, dettati da urgenza, senza invece una visione a lungo termine, che richiede appunto tempo e competenza. Non è una buona idea, per esempio, riformare il fisco un aspetto alla volta, perché una riforma complessiva evita anche l’indebita pressione da parte di gruppi di interesse e dà la certezza al Paese, oltre a rappresentare un architrave della politica di bilancio».

Urgenti le riforme del fisco, Pa e giustizia civile

«In questo senso, va studiata una revisione profonda dell’Irpef, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività; funzionale a questi obiettivi sarà anche un rafforzato impegno al contrasto all’evasione fiscale. Un’altra riforma urgente è quella della Pubblica amministrazione: la fragilità del suo sistema è una realtà da affrontare rapidamente. Agli uffici pubblici verrà chiesto un piano di smaltimento dell’arretrato e di comunicarlo ai cittadini. La riforma comporterà investimenti nella connettività e in piattaforme di facile utilizzo per i cittadini, oltre alla formazione e aggiornamento dei dipendenti. Per non dimenticare l’intervento nell’ambito della giustizia civile: un altro capitolo urgente a cui mettere mano, così come raccomandato anche dalla Commissione europea».

Redazione Mondo Business
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