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martedì 22 Dicembre 2020
Ripartono le assunzioni in Lombardia, ma gli occupati sono ancora meno del 2019
Secondo l'indagine di Unioncamere Lombardia, il calo delle cessazioni aiuta il miglioramento del saldo, ma blocco dei licenziamenti e Cig rendono difficile stimare l’effettivo impatto della pandemia sui livelli di occupazione. Il presidente Auricchio: «Nel momento in cui cassa integrazione e blocco dei licenziamenti verranno meno, si porrà il problema del riassorbimento dei lavoratori»
Gian Domenico Auricchio

Nonostante la ripresa delle attività nei mesi estivi, il numero di occupati in Lombardia rimane inferiore ai livelli del 2019, con una variazione su base annua pari a -2,4%, analoga a quella registrata nel secondo trimestre. Il tasso di occupazione nella regione si attesta a quota 66,1: due punti sotto il valore dell’anno precedente. Risale invece la disoccupazione, che era diminuita nella prima parte del 2020, a causa delle difficoltà nella ricerca di lavoro durante la fase più acuta dell’emergenza sanitaria. Il tasso di disoccupazione arriva infatti al 6%, in crescita anche rispetto ai livelli del 2019.

Le ore di cassa integrazione rimangono su livelli storicamente elevatissimi

I dati di flusso, che colgono in maniera più tempestiva i rapidi mutamenti in corso, mostrano una risalita delle assunzioni, il cui numero si attesta a circa 362mila: si tratta di un valore ancora inferiore allo stesso periodo del 2019 (-12%), ma in chiara ripresa dopo la “gelata” dello scorso trimestre (-43,5%). Considerando anche le cessazioni, che su base annua calano in misura più marcata (-16%), il saldo dei mesi estivi risulta positivo e in miglioramento, sebbene i dati cumulati degli ultimi dodici mesi mostrino una perdita di circa 44mila posizioni, rispetto all’analogo periodo del 2019. Le ore autorizzate di cassa integrazione si dimezzano dopo il boom del secondo trimestre, pur rimanendo su livelli storicamente elevatissimi: l’ammontare dei primi nove mesi del 2020 (820 milioni di ore) arriva infatti a superare quello complessivo dei sei anni precedenti.

Luci e ombre nel miglioramento del saldo occupazionale

«Gli strumenti a sostegno dell’occupazione hanno avuto il grande merito di proteggere molti lavoratori e le loro famiglie, ma rendono difficile capire la reale situazione del mercato del lavoro», commenta Gian Domenico Auricchio, presidente di Unioncamere Lombardia. «Il saldo occupazionale migliora infatti non solo per la ripresa delle assunzioni, ma anche per il minor numero di cessazioni. Nel momento in cui cassa integrazione e blocco dei licenziamenti verranno meno, si porrà il problema del riassorbimento dei lavoratori».

Redazione Mondo Business
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