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giovedì 27 Agosto 2020
Ridurre le tasse per far ripartire l’economia
Nel dibattito organizzato a Cremona dal Pd, con il vice ministro all’Economia, Antonio Misiani, il deputato Dem, Luciano Pizzetti, e l’economista Carlo Cottarelli, si è tentato di tracciare una direzione per uscire dalle secche della crisi. I temi fondamentali su cui intervenire: debito, burocrazia e pressione fiscale
Da sinistra, Soldo, Misiani, Morandi, Cottarelli e Pizzetti
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Dopo aver preso parte a Cremona, ieri pomeriggio, all’incontro in Camera di commercio con i rappresentanti istituzionali e delle categorie economiche, e aver ventilato la possibilità di uno slittamento al prossimo 31 dicembre del commissariamento delle Camere di commercio che non hanno ancora provveduto ai necessari accorpamenti (è il caso dell’ente camerale di Cremona), così da consentire la scelta di un commissario legato al territorio di riferimento, il vice ministro dell’Economia, Antonio Misiani, ha partecipato al dibattito pubblico, organizzato in serata dal Partito Democratico cremonese, ai giardini di piazza Roma.

Passata l’emergenza il nuovo debito va orientato allo sviluppo

Al centro del dibattito, introdotto dal segretario provinciale del Pd, Vittore Soldo, e moderato dalla giornalista Francesca Morandi, alcuni temi economici di stretta attualità: dal debito pubblico, aumentato considerevolmente, in seguito alle recenti misure prese dal Governo per tamponare la crisi, all’annosa questione del taglio alla burocrazia. Il filo rosso? Uno solo: far ripartire l’economia italiana. Accanto a Misiani, altri due ospiti: l’economista Carlo Cottarelli e il deputato cremonese del Pd, Luciano Pizzetti. «Abbiamo accumulato molto debito in questi mesi», ha dovuto riconoscere Misiani, «ma era necessario per tamponare l’emergenza economica di aziende e famiglie; tutti i Paesi, d’altra parte, hanno intrapreso questa direzione. Ad ogni modo, ora che cerchiamo di uscire faticosamente dalla crisi, dobbiamo progressivamente cambiare senso di marcia e proporre una nuova prospettiva: orientare il debito futuro non più all’emergenza, ma allo sviluppo».

Il decreto “Semplificazioni” come primo passo per la ripresa

Tra gli strumenti per riuscire in questa impresa, Pizzetti mette l’accento sul decreto legge “Semplificazioni”, attualmente all’esame del Parlamento. «In questa circostanza fare debito era inevitabile», ha confermato Pizzetti, «ma, se vogliamo evitare che il debito diventi “cattivo”, come ha sottolineato anche Mario Draghi, nel suo intervento al Meeting di Rimini, occorre adottare le riforme necessarie e non più rinviabili. In questo senso, il provvedimento più importante è forse il decreto “Semplificazioni”, che, se fatto bene, potrà generare ripresa e lavoro, andando ad aggredire il debito; in altre parole, bisogna agire sui “lacci e lacciuoli” della burocrazia».

Una giustizia più veloce aumenterebbe di un punto il nostro Pil

«Quello della burocrazia è il problema numero uno in Italia», è intervenuto Cottarelli, «e il decreto “Semplificazioni” non può che rappresentare il primo passo, non certo la “madre di tutte le riforme”, come è stato presentato; per essere risolutivo ne servirebbe almeno uno al mese. Non bisogna però sottovalutare anche l’importanza di una giustizia veloce per attirare gli investimenti delle imprese. Si tratta infatti di un aspetto sempre ai primi posti negli elenchi negativi delle imprese, riguardo a ciò che non funziona in Italia». «Basti dire che, se potessimo contare sullo stesso grado di efficienza della Germania, ne ricaveremmo un punto percentuale di Pil in più», ha aggiunto Misiani.

Non ci può essere riforma fiscale senza lotta all’evasione

Altro argomento al centro del dibattito, e anche questo di lunga data, l’evasione fiscale. «130 miliardi di euro di evasione sono una cifra molto alta»: ha avvertito il vice ministro. «Meno male che non abbiamo arretrato davanti all’introduzione della fatturazione elettronica, di fronte alle proteste levatesi da più parti. Grazie a questo strumento, infatti, abbiamo potuto recuperare già 5 miliardi. E d’altra parte dobbiamo dirci la verità: non ci può essere riforma fiscale e un conseguente taglio delle tasse senza combattere l’evasione; chi sostiene il contrario dice una menzogna colossale». Ha quindi aggiunto Cottarelli: «Ciò che si recupera dalla lotta all’evasione, a mio parere, dovrebbe essere indirizzato interamente alla riduzione delle aliquote di tassazione di chi le tasse già le paga. Lo ha annunciato lo stesso ministro all’Economia, Gualtieri. Anche se temo sarà difficile, perché nei momenti di crisi la tendenza è sempre quella di un aumento dell’evasione».

Il tema delicato di un’eventuale imposta sul gasolio

Secondo Cottarelli, bisognerebbe procedere anche all’eliminazione dei sussidi cosiddetti “dannosi per l’ambiente”, con particolare riferimento al gasolio utilizzato dagli autotrasportatori. Tema molto delicato quest’ultimo, come lo stesso Cottarelli ha riconosciuto. «Tuttavia, adesso che i prezzi del gasolio sono bassi e verosimilmente lo resteranno per un po’», ha proseguito l’economista, «si potrebbe approfittare di questa condizione favorevole per tentare una decisione in questo senso». Quanto alla riduzione fiscale, la sua necessità è stata espressa da Pizzetti con tono allarmato: «Dobbiamo favorire la ripresa e il lavoro attraverso una riduzione della pressione fiscale, ampliando in particolare il taglio del cuneo, altrimenti davvero fra qualche mese dovremo fare i conti con una situazione complicata e non so quante risorse abbiamo ancora a disposizione per distribuire eventuali sussidi».

 

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Redazione Mondo Business
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