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martedì 14 Aprile 2020
Richieste di moratoria per 75 miliardi di euro
Moratoria dei prestiti e Fondo di garanzia per le Pmi: nelle prime due settimane oltre 660mila adesioni alle nuove misure

Oltre 660mila le domande o le comunicazioni da parte di famiglie e imprese, per un totale di 75 miliardi di euro di finanziamenti residui interessati dalle moratorie sui prestiti fino al 3 aprile. È quanto emerge dai primi dati raccolti dalla task force costituita per promuovere l’attuazione delle misure a sostegno della liquidità, adottate dal Governo per far fronte all’emergenza Covid-19. In particolare sono circa 437mila le domande o comunicazioni inviate dal mondo imprenditoriale e accolte dalle banche (per complessivi 58 miliardi di euro) e 227mila da famiglie e professionisti (per complessivi 17 miliardi). Scendendo nel dettaglio delle novità introdotte dal “Cura Italia”, il totale delle comunicazioni relative all’accesso al Fondo Gasparrini, per la sospensione del mutuo sulla prima casa ha un valore di quasi 3 miliardi di euro; quelle per la moratoria su prestiti e rate di mutuo hanno importi per oltre 40 miliardi. Ulteriori 4 miliardi di euro riguardano i prestiti non rateali, con scadenza prima del 30 settembre.

Dalle Pmi segnali incoraggianti di tenuta

Con riferimento alle richieste di garanzia per i nuovi finanziamenti bancari per le micro, piccole e medie imprese, Mediocredito Centrale, che gestisce il Fondo di garanzia per le Pmi, ha rilevato inoltre che, nonostante le chiusure derivanti dal lockdown, il flusso delle stesse non si è ridotto, mostrando anzi segnali incoraggianti di tenuta. Mcc ha ricevuto 9.972 richieste di garanzia, di cui 8.697 ai sensi del decreto “Cura Italia” (per un importo finanziato di quasi 1,5 miliardi). Sempre relativamente al “Cura Italia”, le domande accolte sono state 7.451, per un importo finanziato di quasi 1,2 miliardi. Il consiglio di gestione del Fondo ha quindi stabilito di aumentare il numero delle sedute settimanali, per velocizzare l’esame delle richieste ricevute e rendere ancora più tempestive le risposte.

Il decreto “Liquidità” ha ampliato le opzioni per le imprese

Fanno parte della task force di cui sopra il ministero dell’Economia, la Banca d’Italia, l’Associazione bancaria italiana (Abi), il Mediocredito Centrale e, dopo l’introduzione dell’ulteriore stimolo previsto dal decreto legge “Liquidità”, anche il ministero dello Sviluppo economico e la Sace. Le misure contenute in quest’ultimo decreto hanno ampliato ulteriormente il ventaglio di opzioni a favore delle imprese: la dotazione e l’operatività del Fondo di garanzia per le Pmi sono state potenziate in misura significativa e Sace ha ora la possibilità di concedere garanzie a istituti finanziari che eroghino nuovi finanziamenti alle imprese italiane e di potenziare il sostegno pubblico all’export.

 

Redazione Mondo Business
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