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venerdì 8 Maggio 2020
Riapertura a maggio: i parrucchieri sperano ancora
L'attività di Fiorenzo Marini non è certo piccola e dà lavoro a 11 persone eppure le ricadute di una chiusura forzata fino a giugno si faranno sentire per anni
Fiorenzo Marini con la figlia Beatrice

Parrucchieri ed estetisti non si danno per vinti all’idea di dover attendere il 1 giugno per poter riaprire. In questi ultimi giorni, sembra essersi socchiuso uno spiraglio sulla possibilità di anticipare la ripartenza, anche grazie alla pressione da parte delle associazioni di categoria, come la CNA, a cui è iscritto Fiorenzo Marini, titolare del salone Fiorenzo Studio Hair-Beauty-Shop di Cremona.

Adottate per tempo tutte le misure di sicurezza necessarie

«Sono d’accordo che si debba procedere alle riaperture con un certo ordine», ci dice, «ma mi sarei aspettato di poter riprendere a lavorare almeno il 18 maggio. Tra l’altro, sono tra quelli che per senso di responsabilità hanno chiuso anche prima dell’obbligo di legge. Inoltre, ho provveduto per tempo a tutte le misure di sicurezza richieste: mi sono procurato maschere in plexiglass per coprire l’intero volto e parafiati per le ragazze alla reception; ho rimosso alcune postazioni e ho messo a disposizione gel igienizzante praticamente ovunque. Stessa cosa per quanto riguarda il centro estetico: anche in questo caso ho adottato tutti gli accorgimenti richiesti. Per quanto mi riguarda sono avvantaggiato dall’avere un negozio abbastanza grande, di 190 metri quadrati, per cui le norme relative al distanziamento non sono un problema, ma perfino un’attività non piccola come la mia, che dà lavoro a undici dipendenti, risentirebbe di una chiusura così prolungata».

Le nuove misure di sicurezza ridurranno le entrate del 30%

«In questo periodo ho esaminato la situazione della mia attività sotto tutti i punti di vista e ho capito che occorrerà mettere in campo una vera e propria strategia imprenditoriale per far fronte a questa crisi improvvisa. Mi sono anche confrontato con i miei dipendenti, per capire quale direzione prendere e in merito alle novità da adottare. Come dicevo, la mia non è un’attività di piccole dimensioni ma non per questo non avvertirò contraccolpi, anzi so già che questa chiusura forzata la pagherò per anni. Basti pensare che solo conformandomi alle nuove misure subirò un calo del lavoro pari al 30% circa e spero vivamente di non dover arrivare al punto di ridurre il personale».

Sì alle critiche, ma con buon senso e serietà

«Detto questo, la mia categoria è consapevole del senso di responsabilità di cui dovrà dar prova una volta ricominciato a lavorare, ma più aspettiamo e più la situazione si farà davvero critica. Non sono una persona abituata a manifestare e anche in questa circostanza le motivazioni sollevate non mi hanno convinto. In particolare, non mi rispecchio in molte delle polemiche lanciate via social in questo periodo. Piuttosto, ho apprezzato molto l’iniziativa della CNA di organizzare una videoconferenza dove ognuno ha potuto esprimere la sua opinione; in quella occasione ho trovato tanto buon senso e serietà, quello che serve per essere critici in modo costruttivo».

Redazione Mondo Business
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