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venerdì 18 Ottobre 2019
Renato Zanini, l’inventore di automobili
L’artigiano di Spino d’Adda trasforma 500 e altri vecchi modelli in nuove cabrio
Renato Zanini
Le altre foto

Un bel giorno, Renato Zanini pensò di prendere una vecchia 500: la smontò, la aggiustò e la trasformò in una cabrio. La storia sarebbe potuta finire qua, ma siccome l’adagio che il bel gioco dura poco fu forse inventato da qualcuno a cui giocare non mai è piaciuto, Zanini non si è fermato e, solo nel corso degli ultimi tre anni, ha realizzato una decina di modelli, che peraltro non sono sfuggiti agli occhi degli intenditori più attenti, stupiti dall’abilità dell’artigiano.

Una carriera lunga 50 anni

Sì, perché va bene il gioco e la passione ma, sebbene sia vero che nella  sua carriere lavorativa la passione ha rivestito un ruolo significativo, bisogna pur dire che il nostro – 74 primavere e titolare della carrozzeria Zanini e Ferrari di Spino d’Adda, associata alla Libera Artigiani di Crema – è un imprenditore con alle spalle una lunga storia, lunga ben 50 anni. Nel 2000, il suo socio storico, Carlo Ferrari, decise di ritirarsi dagli affari e così nell’azienda fece il suo ingresso il figlio di Renato, Alessandro. Dopo poco, si verificò il passaggio di consegne alla guida dell’azienda ed ecco che Renato Zanini poté ritirarsi dagli affari, per dare libero sfogo alla sua creatività.

L’entusiasmo di un bambino

Non è la prima volta che siamo andati a trovarlo nel suo laboratorio, che ricorda un po’ un bazar o, per l’appunto, una stanza dei giocattoli; basti pensare che se, ci si addentra a fondo, può capitare di imbattersi in un camion dei pompieri e non certo di quelli in miniatura, ma un colosso rosso fiammante, originale made in Usa. Visitare lo spazio che Zanini si è ritagliato nella sua officina richiede la necessità di tornare un po’ bambini, per poter cogliere appieno l’entusiasmo che vi si respira. Ma come è nata l’idea di restaurare storici modelli di auto, per lo più 500 ma non solo, ce lo spiega lo stesso Renato Zanini.

Il suo ultimo capolavoro

«Io stesso ero proprietario di una vecchia cabrio ma, siccome ne vedevo molto poche in giro, un giorno mi sono chiesto: perché non crearle?». Detto, fatto. L’ultimo esemplare su cui l’artista artigiano ha messo le mani è una 500 L del 1971. Ha cominciato a lavorarci da qualche giorno ma l’obiettivo è quello di averla bell’e pronta entro novembre, in occasione dell’esposizione di Novegro, Milano, dove Zanini ha già avuto modo di riscuotere successo. Ebbene, si stenterebbe a credere che uno “scheletro”, quale è ridotto ora, possa tornare ad assumere le sembianze di un’automobile fatta e finita, se non si avesse davanti agli occhi il risultato ottenuto con un’altra vettura dello stesso tipo: una 500, già F ora cabrio, originaria del 1969, che Zanini ci mostra con la soddisfazione di un chirurgo plastico.

In attesa di una “nuova” Topolino…

Si diceva non solo 500 e, infatti, un’ulteriore auto “sotto i ferri” è una Topolino del 1952, che però, per essere completata, necessita degli ultimi pezzi. Lasciamo quindi Renato Zanini al suo lavoro o al suo gioco, che dir si voglia, con la curiosità di ammirare la nuova opera di questo artista; anziano sì, ma dagli occhi entusiasti di un bambino.

 

 

 

LE FOTO
  • Una 500 L del 1971, pronta per il restauro
  • La 500 F del 1969 trasformata in cabrio
Redazione Mondo Business
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