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martedì 24 Dicembre 2019
Qualità della vita: Cremona scala la classifica
Il Sole 24 Ore ha pubblicato una classifica delle città italiane e Cremona ottiene un ottimo risultato. L'occasione è utile per fare il punto della situazione col sindaco Galimberti in vista del 2020
Il sindaco Gianluca Galimberti

Recentemente, il Sole 24 Ore ha pubblicato una classifica relativa alla qualità della vita nelle città italiane. Ebbene, al di là delle sottosezioni riguardanti i diversi aspetti presi in esame, Cremona risulta aver migliorato di molto la sua posizione, rispetto solo a un anno fa: dal trentesimo posto è infatti risalita al ventiquattresimo. Il sindaco della città, Gianluca Galimberti, si dice soddisfatto del risultato, ma la sua amministrazione sta lavorando per migliorare ulteriormente, soprattutto con investimenti in materia di sviluppo economico e occupazionale. Ce lo racconta lui stesso.

Occorre lavorare di più per favorire l’imprenditorialità giovanile

«La prima osservazione che mi viene da fare è che una classifica, da sola, non è del tutto indicativa. Lo sono invece due aspetti: l’insieme delle diverse classifiche, che di recente ci hanno premiato e il trend che abbiamo potuto rilevare negli ultimi anni. In entrambi i casi, infatti, il dato che emerge è molto positivo e questo ci conforta sulla bontà del lavoro svolto. Da una parte, dunque, c’è molta soddisfazione, dall’altra, però, questo tipo di classifiche ha un’utilità non da poco: quella di fornire stimoli e spunti di riflessione su ciò che si può correggere o migliorare e in questo caso ne dà di interessanti. In particolare, se si considerano i dati sul lavoro, si notano percentuali dei tassi di disoccupazione (decimo posto) e di disoccupazione giovanile (ventitreesimo) che fanno registrare un buon risultato; è sul dato dell’imprenditorialità giovanile, in cui risultiamo novantesimi, che occorre lavorare di più».

Cremona al quinto posto in Italia per l’export nell’agroalimentare

«Anche il dato relativo alla quota di export rispetto al Pil è molto significativo, perché Cremona risulta al quinto posto in Italia per propensione all’export nell’agroalimentare. Sapevamo d’altronde che questo è uno dei nostri punti di forza, ce lo ha detto anche il Masterplan 3C, lo studio commissionato dall’Associazione Industriali di Cremona al think tank The European House Ambrosetti. Ad ogni modo, è da qualche anno che battiamo fortemente su questo aspetto, così come sull’incentivare politiche di lavoro e occupazione e l’imprenditorialità giovanile, insieme alla Camera di commercio di Cremona, alle associazioni di categoria e alle imprese stesse. La nostra amministrazione in questi ultimi anni ha investito moltissimo: ricordo le due convenzioni decennali che abbiamo stipulato con l’Università Cattolica e il Politecnico e quella quinquennale con l’Università di Pavia, non solo per assicurarci la loro permanenza in città, ma anche per lanciare importanti progetti, per esempio nel settore della liuteria, per quanto riguarda il Politecnico, e dell’agroalimentare, nel caso della Cattolica. Ciò è stato possibile grazie alla sinergia tra pubblico e privato, ma sottolineo che non si tratta affatto di qualcosa di scontato».

La necessità di elaborare un’efficace strategia di marketing

«Da circa tre anni ci stiamo concentrando anche su come rendere il nostro territorio più attrattivo, per esempio attraverso una politica di riduzione delle imposte locali, ma siamo consapevoli che riguardo a questo punto è necessario fare ancora di più. Ecco perché, sempre in collaborazione con la Camera di commercio e le associazioni di categoria, ci stiamo dedicando al grande tema del marketing territoriale, elaborando delle strategie per migliorare l’aspetto della promozione. Attualmente, stiamo completando del materiale apposito da far circolare in ambienti imprenditoriali del Milanese, il cui collegamento con Cremona è una priorità. Del resto, abbiamo un ottimo rapporto col sindaco Sala. Ricordo però anche il nostro impegno economico tanto per la sede del Polo Tecnologico dell’innovazione digitale quanto per quella del Polo Verde, che è in fase di realizzazione. A queste realtà un’efficace operazione di marketing serve particolarmente, ma a loro volta vanno valorizzate perché fiori all’occhiello non solo della nostra città, ma di tutto il territorio. Senza contare il fatto che sono fondamentali anche nell’ottica dell’incentivo a quell’imprenditorialità giovanile di cui si parlava prima: oltre a essere centri di attrazione, infatti, il loro obiettivo è anche quello di svolgere un ruolo di supporto nei confronti delle start up».

 

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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