PRIMO PIANO
mercoledì 15 Aprile 2020
Produzione industriale: a marzo contrazione del 15%
Un report di Bankitalia stima i contraccolpi subiti dal sistema economico nazionale a causa della pandemia da coronavirus

Secondo quanto riportato da Bankitalia, in occasione dell’audizione alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul sistema bancario e finanziario, l’emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese è arrivata in una fase in cui l’economia italiana non si era ancora interamente ripresa dalla doppia recessione degli scorsi decenni ed era in sostanziale stagnazione. In questo contesto, tuttavia, le condizioni finanziarie di famiglie e imprese erano complessivamente solide e le banche, che avevano superato una lunga fase di difficoltà, stavano rafforzando i propri bilanci. Nel 2019, infatti, i nuovi crediti deteriorati sono stati solo l’1% dei prestiti in bonis, il valore più basso da quando si dispone di serie statistiche coerenti.

L’indice generale della Borsa è diminuito del 30%

Con la comparsa del virus sul nostro territorio e le conseguenti disposizioni di contenimento necessarie per limitare il contagio le cose, spiega Bankitalia, sono profondamente cambiate.  Il primo a risentirne è stato il mercato finanziario: tra il 20 febbraio e il 9 aprile, l’indice generale della Borsa italiana è diminuito del 30% (-24% in media tra i principali listini dell’eurozona) e, a partire dal 20 febbraio, il differenziale di rendimento tra i nostri titoli di Stato decennali e quelli tedeschi – il famigerato spread – è rapidamente aumentato fino a raggiungere 280 punti base il 17 marzo. Poi, grazie al varo del programma di acquisti da parte della Bce e l’avvio degli interventi sul mercato dei titoli di Stato della Banca d’Italia, per conto dell’eurosistema, l’aumento si è ridimensionato.

Un calo eccezionale dell’attività economica

È l’economia reale, però, a subire le conseguenze più gravi. Gli indicatori utilizzati per l’analisi congiunturale concordano nel suggerire un calo dell’attività economica di proporzioni eccezionali in tutto il mondo. In Italia, a marzo, i consumi di elettricità e di gas nel settore industriale si sono ridotti di circa il 15%, rispetto a un anno prima. Gli indici del clima di fiducia delle imprese e dei responsabili degli acquisti sono scesi bruscamente nel comparto manifatturiero e sono diminuiti al minimo storico nei servizi e nelle costruzioni; un simile calo si registra negli indicatori di fiducia delle famiglie, in particolare sulle prospettive economiche personali, su quelle
del Paese e sui riflessi occupazionali. Sulla base delle valutazioni di Bankitalia, a marzo la produzione industriale italiana avrebbe subito una contrazione pari a circa il 15%, anche se, per maggiori dettagli sull’andamento della congiuntura economica nel corso del primo trimestre dell’anno, occorrerà attendere la pubblicazione del Bollettino Economico dell’istituto, il prossimo 17 aprile.

Il fabbisogno di liquidità delle imprese può arrivare a 50 miliardi

Anche considerando l’effetto positivo di alcune delle misure contenute nel decreto “Cura Italia” (ampliamento della Cig e moratoria per le Pmi, per esempio) e supponendo un completo utilizzo delle linee di credito disponibili, le stime della banca centrale italiana indicano che tra marzo e luglio il fabbisogno aggiuntivo di liquidità delle imprese possa raggiungere i 50 miliardi di euro. Le banche, in Italia come nel resto d’Europa, sono fortemente esposte alle conseguenze economiche della pandemia e ciò si è riflesso prontamente negli indicatori di mercato. Tra il 20 febbraio e il 9 aprile, le quotazioni azionarie delle banche italiane sono calate in misura marcata (-40%), una diminuzione simile a quella degli altri istituti di credito europei, ma superiore a quella dell’indice di mercato (-30%). Gli utili attesi per il 2020, pur rimanendo positivi per tutte le principali banche italiane quotate, sono stati ripetutamente rivisti al ribasso.

 

 

 

Redazione Mondo Business
RICHIEDI LA TUA
COPIA GRATUITA
RICEVILA ADESSO