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martedì 29 Settembre 2020
Pil dell’eurozona in ripresa
Dopo la forte contrazione registrata tra aprile e giugno, il Pil e gli altri aggregati economici registreranno una ripresa nel terzo trimestre del 2020. L’inflazione a livello annuale rimarrà bassa, con una moderata accelerazione nei primi tre mesi del 2021. Le previsioni, tuttavia, sono caratterizzate da elevata incertezza

La ripresa nell’eurozona è confermata dall’andamento positivo dell’Indicatore del clima economico (Esi), che si è esteso anche al mese di agosto. In particolare, la fiducia dei consumatori ha registrato un lieve miglioramento, mentre quella delle imprese ha evidenziato segnali di maggiore tonicità in tutti i settori, anche se il livello registrato nei servizi rimane decisamente più basso. La produzione industriale ha continuato a crescere nel mese di luglio (+4,1% rispetto al mese precedente), anche se a ritmi inferiori rispetto al bimestre precedente. Dopo un calo congiunturale del 15,8% nel secondo trimestre, la stessa produzione industriale è prevista segnare un deciso rimbalzo nel terzo trimestre (+15,2%), per poi continuare a crescere a tassi più moderati nei due trimestri successivi (+1,4% e +1%, rispettivamente).

Nel 2020 il Pil dovrebbe diminuire dell’8% rispetto al 2019

Nell’area dell’euro, la crescita del settore manifatturiero è attesa trainare quella del Pil, che quindi aumenterebbe con un’intensità significativa nel terzo trimestre (+8,2%), per poi registrare impulsi più contenuti nel quarto trimestre e nel primo trimestre del 2021 (rispettivamente +2,2% e +1,5%). Considerando la media annua, nel 2020 il Pil destagionalizzato e corretto per i giorni lavorativi dovrebbe diminuire, nell’area euro, dell’8% rispetto all’anno precedente. Nel terzo trimestre, anche i consumi privati segnerebbero un deciso rimbalzo (+9,2%), per poi continuare a migliorare nei trimestri successivi (+2,3% e +0,9% rispettivamente). A causa dell’elevata incertezza che condizionerà le attese, sia sulla domanda interna sia su quella estera, il processo di recupero degli investimenti sarà graduale. Nel terzo trimestre, gli investimenti fissi lordi aumenterebbero in misura meno accentuata (+10,2%) della produzione industriale, mentre nei trimestri successivi la crescita comparata assumerebbe valori maggiori (+3% e +2,3%, rispettivamente).

Si prevede per quest’anno un leggero aumento dell’inflazione (+0,3%)

Dopo oltre quattro anni, la variazione annuale dell’inflazione è risultata negativa ad agosto (-0,2%, dopo il +0,4% di luglio). La tendenza deflazionistica riflette la caduta dei prezzi dell’energia e il rallentamento degli aumenti dei generi alimentari, ma anche l’inflazione di fondo si è ridotta notevolmente, spinta dal calo della domanda e dalla temporanea riduzione delle aliquote Iva tedesche entrata in vigore a luglio. In base alle ipotesi tecniche che il prezzo del Brent rimanga a 43 dollari al barile e che il tasso di cambio dollaro/euro sia stabile a 1,18 nell’orizzonte di previsione, l’inflazione oscillerà intorno allo zero nel terzo e quarto trimestre del 2020. In media, nel 2020, si prevede che l’inflazione aumenterà lievemente (+0,3%). Nel primo trimestre del 2021, il tasso di crescita annuale dovrebbe assumere un livello più elevato, condizionato sia del ripristino delle normali aliquote Iva in Germania sia dal progressivo indebolirsi nei tassi tendenziali degli effetti di caduta dei prezzi dei beni energetici.

 

 

 

Redazione Mondo Business
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