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martedì 6 Agosto 2019
Piccoli Comuni: come attirare nuovi investimenti?
Bagnolo Cremasco ha organizzato un convegno per discutere sul futuro dei piccoli Comuni nell'era del digitale

“Imprese e commercio: un Comune attrattivo” è il titolo del convegno organizzato ieri, 5 agosto, dal Comune di Bagnolo Cremasco, per discutere con alcuni esperti e rappresentanti istituzionali sul futuro del commercio e dell’artigianato, di fronte alle sfide lanciate dalla rivoluzione digitale. «Come è possibile rendere accattivante un piccolo paese, alle prese con l’impoverimento del tessuto commerciale e produttivo, in un contesto in cui l’e-commerce la fa da padrone?»: questa la domanda che si è posto e ha rivolto ai suoi interlocutori il sindaco di Bagnolo, Paolo Aiolfi.

No assistenzialismo ma accompagnamento economico alla transizione

Tra gli intervenuti, moderati dal giornalista Marco Bencivenga, anche l’assessore regionale allo Sviluppo economico, Alessandro Mattinzoli, che ha invitato innanzitutto a essere realisti: «Ci sono in atto cambiamenti sempre più veloci, per cui pensare di tornare indietro è impossibile, ma questo non significa che non possiamo fare nulla. Non sono per l’assistenzialismo e per tenere in piedi a tutti i costi ciò che non può sopravvivere, ma d’altra parte accompagnare gli operatori in questa fase di transizione è necessario. L’innovazione, infatti, va governata, altrimenti sarà lei a governare noi. In questo senso, l’autonomia chiesta dalla Regione può tornare molto utile, a patto che venga estesa in parte anche ai Comuni, così come è giusto reperire le risorse necessarie per sostenere le attività tradizionali dai protagonisti del digitale, che hanno molti meno costi da sobbarcarsi».

Dal digitale non solo ricadute negative ma anche opportunità

Diego Zarneri, segretario del Forum Economia e Innovazione, ha invitato a non demonizzare: «È vero che fenomeni come l’e-commerce hanno ricadute negative, soprattutto per un piccolo Comune, ma ci sono anche opportunità interessanti e l’amministrazione pubblica è chiamata a saperle intercettare. Altri territori simili a Bagnolo ci hanno provato, per esempio attraverso la messa a disposizione di spazi di coworking, di condivisione del lavoro, che tengano conto di come, già oggi, lo smart working, ovvero il lavoro svincolato dal consueto ufficio, sia già una realtà sviluppata: ormai il 50% delle aziende italiane ha attivato percorsi di questo tipo al proprio interno. La prospettiva è che chi lavorerà sul territorio con queste nuove modalità lo vivrà maggiormente e di conseguenza contribuirà al suo sviluppo».

Serve un coordinamento unitario per mettere in campo interventi mirati

Berlino Tazza, presidente di Sistema Impresa Asvicom Cremona, ha invece riportato l’attenzione sul contingente: «La strategia più lucida ed efficace a favore dei piccoli centri storici è merito proprio della Regione Lombardia e si chiama Distretti Urbani del Commercio. Senza questo strumento, che ha messo in campo risorse specifiche, le ricadute sarebbero oggi ben più gravi. La guerra con l’e-commerce è persa in partenza, è vero, ma occorre aiutare chi ancora resiste all’avanzata del digitale, anche attraverso un coordinamento unitario del settore, per studiare interventi e politiche di concreto supporto e rilancio».

Dati allarmanti per le imprese con titolari under 35

Marco Bressanelli, presidente della Libera Associazione Artigiani di Crema, ha sottolineato come la sua associazione lavori da oltre 20 anni a promuovere tra i ragazzi il concetto di imprenditorialità, per contribuire a stimolare in loro la voglia di mettersi in gioco e intraprendere. «Ci sono dati allarmanti per il prossimo futuro: Unioncamere Lombardia ci dice che l’anno scorso le imprese lombarde sono calate solo dello 0,3% ma se consideriamo quelle i cui titolari sono under 35 si è verificato un vero tonfo: – 4%. Siamo ben al di là di un calo fisiologico. Sappiamo che Regione Lombardia è sensibile alle necessità dei piccoli imprenditori e per questo chiediamo la possibilità di risorse non solo per le start up ma anche per quei giovani che vogliano iniziare attività di tipo tradizionale. Così come sarebbe auspicabile poter convocare il Tavolo per la Competitività regionale anche in provincia di Cremona, per poter condividere con la Regione stessa le strategie per lo sviluppo del nostro territorio, così come emerse dal Masterplan 3C».

I giovani devono essere supportati da un sistema territoriale

Giorgio Merigo, presidente della BCC Caravaggio Adda e Cremasco, ha sottolineato il ruolo delle banche di credito cooperativo nel garantire nel modo più efficace possibile l’accesso al credito alle piccole imprese. «Per quanto riguarda i giovani, è necessario che siano accompagnati tramite un gioco di squadra che possa produrre frutti perché, se lasciati a se stessi, oggi non ce la possono fare. Attualmente ci stiamo provando, con un progetto relativo a cooperative di terziario avanzato, che gli aiuti in un percorso di responsabilizzazione e condivisione di impegni. Sono convinto che le prospettive non mancano ma occorre crederci».

 

 

 

 

 

LE FOTO
  • Il pubblico presente
  • Alessandro Mattinzoli
  • Giorgio Merigo
  • Berlino Tazza
  • Paolo Aiolfi
  • Marco Bencivenga
  • Marco Bressanelli
Redazione Mondo Business
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