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sabato 6 Febbraio 2021
Per superare i rischi a breve termine, occorrono le riforme strutturali
Il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, vede una ripresa economica non prima della prossima primavera, sempre che la pandemia sia sotto controllo. «La protezione dei lavoratori e delle aziende sane», sottolinea, «va conciliata con l’esigenza di non impedire la fisiologica riallocazione delle risorse verso imprese e settori con più opportunità di crescita». Un anticipo della politica economica del prossimo governo Draghi?
Ignazio Visco e Mario Draghi

I sondaggi di fine novembre della Banca d’Italia mostrano una spesa per i consumi frenata dai timori di contagio e da ragioni economiche precauzionali. «È importante garantire i presidi sanitari», ha commentato quest’oggi il governatore Ignazio Visco, in occasione del settimo congresso Assiom Forex. «Il successo della campagna di vaccinazione sarà fondamentale per stabilizzare la ripresa». La seconda ondata di contagi e le misure di contenimento hanno determinato una nuova flessione del prodotto nel quarto trimestre 2020, pari al 2% sul terzo trimestre e al 6,6% su base annua. Le proiezioni di Bankitalia vedono una ripresa dell’attività produttiva a partire dalla primavera, a patto di trovarsi in uno scenario di attenuazione dell’epidemia nei prossimi mesi.

Riforme e investimenti per ritrovare la via dello sviluppo

«I provvedimenti di sostegno a famiglie e imprese restano indispensabili», ha aggiunto il governatore e, in una fase, come quella attuale, in cui si attende di conoscere le ricette economiche che l’eventuale il nuovo governo Draghi potrebbe mettere in campo, il suo intervento suona in qualche modo anticipatore. «La protezione dei lavoratori e delle aziende sane va conciliata con l’esigenza di non impedire la fisiologica riallocazione delle risorse verso imprese e settori con più opportunità di crescita. Superata l’emergenza, le misure dovranno costituire un ponte verso la realizzazione di riforme e investimenti per ritrovare la via dello sviluppo. Inoltre, una ritrovata fiducia nell’economia italiana potrebbe consentire di ridurre ulteriormente lo spread. Con il miglioramento della congiuntura, poi, una politica di riequilibrio graduale dei conti pubblici potrebbe rafforzare tali effetti di fiducia e accelerare ulteriormente la riduzione del rapporto tra debito e Pil».

La coesione del Paese è necessaria per tornare a crescere

«La nostra economia ha dimostrato capacità di ripresa, ma il Paese deve ora trovare la coesione necessaria per riprendere la via dello sviluppo, sfruttando l’opportunità offerta dalla risposta venuta dall’Unione europea e affrontando i problemi strutturali che lo frenano. Al centro, le sfide della sostenibilità ambientale e della transizione digitale. Anche grazie alle misure di sostegno dell’economia adottate dal Governo, le banche italiane hanno mantenuto condizioni di offerta distese, in risposta all’aumento della domanda di fondi da parte delle imprese e, nel 2020, la patrimonializzazione degli istituti di credito ha continuato a rafforzarsi. Le difficoltà del presente non devono impedirci di guardare al futuro. Vi sono rischi nel breve periodo, ma è possibile, coltivando una visione di più lungo termine, fare meglio di quello che suggeriscono le proiezioni tendenziali».

Redazione Mondo Business
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