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giovedì 31 Ottobre 2019
Per rilanciare l’Italia serve l’orgoglio artigiano
L'assemblea nazionale di CNA ha avuto come ospite principale il premier Conte. Tra i temi affrontati: fisco, lotta all'evasione e accesso al credito
Il presidente Giuseppe Conte, all'assemblea di CNA
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Il 26 ottobre, ad Ancona, davanti a un pubblico di 5mila persone, si è svolta l’assemblea annuale di CNA. All’evento, per il territorio cremonese, hanno preso parte anche Giovanni Bozzini, presidente di CNA Cremona, con il direttore, Marco Cavalli; Danilo Savarè, presidente dei giovani imprenditori di Cremona e Alessandra Ginelli, esponente della presidenza provinciale di CNA Cremona e portavoce del mestiere “su misura”. L’ospite più atteso della giornata era il premier, Giuseppe Conte. «Non è più tempo per “soluzioni parziali” e “rimedi tampone”», ha dichiarato nel suo intervento il presidente nazionale di CNA, Daniele Vaccarino. «Le sfide che deve affrontare l’Italia richiedono scelte coraggiose e lungimiranti, di grande respiro, e di fronte a ciò, la politica non può permettersi il lusso di essere fragile e incerta, tanto meno litigiosa, ma ha il dovere inderogabile di esprimere una visione generale, che emozioni e mobiliti l’azione».

Sì alla lotta all’evasione ma un prelievo fiscale del 60% è eccessivo

Il presidente Vaccarino ha anche auspicato un confronto strutturato e duraturo tra il Governo e le parti sociali, assicurando la disponibilità di CNA a dare il suo contributo. Tra le priorità da affrontare c’è il tema del fisco, che con un prelievo prossimo al 60% scoraggia il desiderio di fare impresa. «Il contrasto all’evasione è molto importante», ha concordato Vaccarino, «ma deve essere un’azione condotta senza criminalizzare autonomi, artigiani, commercianti e piccole imprese. Siamo stanchi di questo accanimento. Subiamo il discredito gettato da chi opera nell’illegalità e nell’abusivismo, da chi usa la protezione di un lavoro dipendente. È ora della tolleranza zero verso questi abusi e verso chi si avvale di sofisticati meccanismi elusivi. È venuto il momento di far pagare il giusto anche ai colossi del web. La web tax serve subito».

Negli ultimi 5 anni le imprese di CNA hanno aumentato i dipendenti del 15%

Servirebbe dunque una profonda semplificazione del fisco e della burocrazia, ma a spaventare artigiani e piccole imprese è anche la mancanza di credito bancario, nonché la difficoltà di incassare in tempi ragionevoli le fatture sia da parte del pubblico che dei privati. «Nonostante le enormi difficoltà e un contesto sfavorevole, noi piccoli imprenditori continuiamo a creare occupazione», ha rivendicato Vaccarino. «Nelle nostre imprese il numero dei dipendenti è aumentato del 15% negli ultimi cinque anni. E vorremmo creare ancora più occupazione, se si potessero semplificare i contratti a termine e ripristinare i voucher».

350mila giovani, ogni anno, scelgono di diventare imprenditori

«Le innovazioni più significative degli ultimi decenni sono state introdotte proprio dalle piccole imprese. L’Italia possiede i talenti e le intelligenze per concepire nuovi e dirompenti progetti; quello che ci manca sono degli incubatori, che forniscano loro ossigeno e nutrimento per venire al mondo». Infine, il ruolo dei giovani: «Ogni anno, 350mila giovani, italiani e immigrati, accettano le sfide del mercato e scelgono di diventare imprenditori. È un progetto che non richiede solo coraggio ma competenza e risorse. L’Italia deve avere fiducia in chi ha fiducia nel futuro».

Conte ha chiarito che il progetto del Governo non penalizzerà gli artigiani

Dopo aver rimarcato che l’Italia è ammirata e rispettata nel mondo per la qualità dei prodotti e delle eccellenze delle manifatture artigiane, il presidente Conte ha illustrato alla platea le linee portanti della prossima manovra, evidenziando come occorre dare continuità e certezza a chi lavora, fa impresa e rischia. «Dobbiamo moltiplicare le vostre capacità, conquistare il mondo e per crescere c’è bisogno di un quadro di regole più semplificato. La burocrazia vi toglie il sonno, ma lo toglie anche al presidente del Consiglio». Conte ha poi confermato che la strategia contro l’evasione non criminalizzerà alcuna categoria: «Il nostro piano è garbato ma chiaro. Anche riguardo alla moneta elettronica, verranno favoriti con incentivi coloro che utilizzano i pagamenti digitali, ma chi continuerà a usare il contante non sarà penalizzato».

 

 

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  • Da sinistra, Savarè, Cavalli, Bozzini e Ginelli
Redazione Mondo Business
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