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mercoledì 21 Ottobre 2020
L’export alimentare cremonese crolla del 18,8%
A soffrire di più è stato il settore che connota maggiormente il territorio, quello lattiero-caseario. «Il prossimo banco di prova per le aziende alimentari sarà l’ultimo trimestre del 2020 e il primo trimestre del 2021», osserva la presidente di sezione di Assoindustria Cremona, Alessia Zucchi
Alessia Zucchi

La sezione merceologica delle aziende alimentari dell’Associazione Industriali di Cremona collabora già da tempo con il Cersi – Centro di ricerca per lo sviluppo imprenditoriale dell’Università Cattolica, per raccogliere dati sull’andamento delle esportazioni e delle importazioni del comparto, che storicamente identifica il territorio cremonese. I dati che vengono riportati sono riferiti al secondo trimestre dell’anno e quindi misurano il periodo più complesso per l’impatto della pandemia. La sezione di categoria dell’Associazione Industriali, di cui è presidente Alessia Zucchi, raccoglie una sessantina di aziende, per un fatturato di oltre 5 miliardi di euro e all’incirca 4.600 dipendenti. Tra queste, sono numerose quelle che svolgono una parte più o meno considerevole della loro attività con partner esteri.

Tutte le categorie hanno subito un rallentamento, eccetto i prodotti da forno

Su base congiunturale, la caduta dell’export cremonese del secondo  trimestre ammonta a -18,8%. Sostanzialmente, tutte le categorie hanno subito un rallentamento, a eccezione di quella dei prodotti da forno, che hanno avuto un rialzo (+13,1%). Tuttavia, la riduzione del dato tendenziale (-8,8%) è più contenuta rispetto a quello congiunturale e coinvolge meno categorie merceologiche; un chiaro riferimento alle difficoltà date dalla pandemia e dal lockdown, che hanno decisamente inciso sui consumi. A soffrire di più è stato il settore che connota maggiormente il territorio, quello del lattiero-caseario, le cui esportazioni sono calate sia su base trimestrale (-16,8%) che annuale (-21,1%). Aggregando i dati su base semestrale, la performance dell’export cremonese risulta abbastanza simile a quella nazionale (rispettivamente, +2,5% e +3,5%, in confronto a un anno fa).

Si guarda con attenzione alle prossime elezioni statunitensi

«Il prossimo banco di prova per le aziende alimentari sarà l’ultimo trimestre del 2020 e il primo trimestre del 2021», osserva Zucchi. «Se l’estate del 2020 ha visto una ripresa precaria, sul fronte del comparto ristorazione i prossimi mesi saranno davvero critici; il turismo che incide su questo comparto ha visto una drastica riduzione di presenze dall’estero. Il momento delle festività natalizie, ormai prossimo, incide oltretutto su alcune categorie in modo rilevante. Non possiamo, poi, non guardare con estrema attenzione al risultato delle prossime elezioni statunitensi, che avranno ripercussioni sui mercati mondiali delle commodities agricole e dei prodotti alimentari, per tutto il tema relativo ai dazi, e anche sulla politica monetaria e per i relativi effetti sul cambio euro/dollaro».

Il 2021 un anno ancora fortemente condizionato dalla pandemia

«Il comparto, comunque, ha tenuto maggiormente rispetto ad altri e questo è un segnale positivo. I nostri imprenditori e le loro maestranze hanno saputo interpretare al meglio il momento critico, serrando i ranghi. Con spirito di servizio hanno evitato l’interruzione di catene di fornitura mondiali che vanno presidiate e preservate, per evitare che al termine del momento acuto della pandemia non si possano cogliere le opportunità di ripresa che ci auguriamo possano esserci. Il 2021 resterà comunque ancora un anno fortemente condizionato dalla pandemia».

 

 

 

Redazione Mondo Business
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