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martedì 15 Dicembre 2020
Per le sfide del futuro la Lumson punta sul capitale umano
La Lumson, azieda cremasca del settore cosmesi, ha deciso di concentrare la sua attenzione sul proprio personale, consapevole del ruolo chiave che avrà nella nuova società 4.0. Lo psicologo del lavoro, Marco Meschini, ci spiega le caratteristiche innovative del corso di formazione voluto dall'azienda
La nuova sede della Lumson
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“Investire sulle persone significa considerarle una ricchezza”. Questa è la convinzione alla Lumson di Capergnanica, che da sola capovolge un vecchio paradigma, secondo cui la formazione sarebbe un costo da sostenere, anziché un investimento. Lumson, azienda di cosmesi, ha costruito tutta l’area del Training ragionando sul valore dei percorsi formativi, non più esclusivi, ma promossi e attivati per un’ampia fetta della popolazione aziendale. Dal 2016, infatti, in concomitanza con la costituzione di una nuova funzione Risorse umane, concentrata sull’innovazione di processi, sistemi e mentalità, l’azienda ha impiegato molte delle sue energie nello strutturare piani formativi annuali, necessari, da un lato, a completare le expertise dei suoi dipendenti, attraverso competenze tecniche e abilità specifiche e, dall’altro, a rafforzare e sviluppare competenze soft. Per lo sviluppo di queste ultime, la Lumson ha scelto come partner Ismo, società milanese di formazione e consulenza, focalizzata sul valore delle persone.

L’importanza di investire su precise competenze organizzative

In questi ultimi mesi, la Lumson ha organizzato il corso “Alla scoperta di sé: risorse personali e professionali, potenziale e ruolo”, che ha visto coinvolti ventitre dipendenti, di età compresa tra 21 e 32 anni, appartenenti a diverse aree aziendali. I temi sfidanti, affrontati durante le giornate formative, sono stati l’accrescimento della consapevolezza di sé e la comprensione del ruolo che si ricopre e delle tante capacità che si hanno, ma che a volte si crede di non possedere. Qualche dettaglio in più lo fornisce Marco Meschini, psicologo del lavoro e clinico: consulente e trainer di Ismo. «In un contesto esterno tanto turbolento e fuori controllo, le aziende, per avere successo e non soccombere, hanno bisogno più che mai di puntare su precise competenze organizzative: innovazione, visione, coraggio, flessibilità, motivazione, capacità di attrarre e trattenere il talento; orientamento al cliente finale e agli stakeholder; attenzione alla sostenibilità e a un agire etico. Le aziende che intendono sviluppare questi aspetti possono farlo solo dando valore e prendendosi cura delle proprie persone e delle loro competenze».

Il fattore umano come componente chiave nella società 4.0

«Durante il corso», prosegue Meschini, «i partecipanti hanno sperimentato precise competenze, utili all’agire professionale all’interno dei contesti organizzativi odierni: leadership, comunicazione, intelligenza emotiva, coraggio e team working. Una simile esperienza lascia alle persone la bellezza e l’utilità di nuovi legami umani e professionali; la gratitudine verso un’azienda che, oltre a chiedere loro prestazioni, offre momenti importanti di crescita personale e professionali; nonché l’emozione dell’apprendimento, l’entusiasmo e il desiderio di continuare a lavorare su di sé. I partecipanti sono stati invitati a uscire dalla propria zona di comfort, per scoprire la persona e il professionista che possono essere, lasciando alle spalle chi erano stati fino a quel momento». Il fattore umano è dunque un fattore competitivo-chiave anche nella società 4.0? «Assolutamente sì e lo sarà sempre di più. Lo sviluppo del fattore umano aziendale è il vero asset strategico su cui investire e il capitale umano un fattore di successo da presidiare e sviluppare con continuità e metodo».

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  • Marco Meschini
Redazione Mondo Business
TAG
cosmesi
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