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mercoledì 12 Agosto 2020
La riforma del fisco è vitale per le imprese
L'on. Silvana Comaroli, della Lega, ci presenta le ricette del suo partito per garantire la ripartenza al Paese: «Bisogna liberare le imprese dagli ostacoli burocratici e diminuire le tasse. Solo così si può rilanciare il Pil e quindi abbattere il debito pubblico»
Silvana Comaroli

Quali sono le priorità della Lega per quanto riguarda le risorse messe a disposizione dall’Unione europea con il Recovery Fund?

«Ad oggi, il nostro Paese ha accumulato 2.500 miliardi di euro di debito. Per ripartire, quindi, è necessario in primis ripagare almeno parte di questo debito. Le risorse del Recovery dovrebbero andare in questa direzione, anche se, naturalmente, in maniera indiretta. Inoltre, dal 2008 siamo sempre stati fanalino di coda per quanto riguarda la crescita: il nostro Pil cresce sempre meno rispetto a quello degli altri Stati europei. Dunque, per restituire competitività alle nostre imprese, occorre necessariamente passare da un sistema assistenzialista a uno produttivo e attivo. Ed è in questa direzione che dovrebbero essere destinate le risorse in arrivo. Per farlo, però, occorre cambiare concettualmente l’idea di interventi. È ora di incentivare il lavoro e non possiamo trascurare il fatto che a creare lavoro sono proprio le imprese».

Le imprese, però, scontano la lentezza di una macchina statale farraginosa. Il problema è di lunga data. Che fare?

«Infatti, il primo passo delle riforme per ottenere le risorse del Recovery Fund dovrebbe riguardare la sburocratizzazione degli iter. In Italia ci sono 70 miliardi di euro di investimenti già finanziati, per opere che invece sono ferme proprio a causa della burocrazia, che rappresenta probabilmente l’onere peggiore per le imprese. Parliamo di cantieri che darebbero lavoro a migliaia di persone. Immaginiamo la loro leva fiscale, se solo sbloccassimo questi investimenti. Il piano di riforme dovrebbe anche aiutare le aziende a innovarsi, il che rappresenta uno step fondamentale per non perdere terreno con i competitor internazionali. C’è però un’altra riforma non meno importante».

 A cosa si riferisce?

«Penso alla riforma della scuola. Occorre che il sistema scolastico, prima, e quello universitario, poi, sappiano garantire ai nostri figli competenze e capacità. È fondamentale, però, eliminare quel gap tra mondo dell’istruzione e del lavoro. Anche in questo caso è necessario cambiare ottica e avvicinare questi due mondi paralleli ma al tempo stesso necessariamente comunicanti. Solo in questo modo potremo garantire un futuro di speranza ai nostri ragazzi».

Altro capitolo fondamentale è quello relativo alla riforma fiscale. Quali sono le proposte della Lega?

«Nel contesto di crescita attiva, che la Lega auspica e propone da sempre, il piano nazionale di riforme deve necessariamente concentrarsi sulla riforma fiscale, per aiutare le nostre aziende a competere nel mondo produttivo internazionale. La riforma fiscale è necessaria e vitale per le imprese, le partite Iva e gli artigiani. Bisogna subito diminuire le tasse. La Lega al governo aveva portato a termine un primo step importante con la Flat Tax al 15% e stava lavorando anche alla pace fiscale. Oggi, nell’immobilismo targato Pd e M5S, la Lega propone di dare una boccata di ossigeno a milioni di italiani».

Qual è la vostra ricetta?

«La prima prevede l’esenzione dei soggetti Isa (Indici sintetici di affidabilità fiscale) dal secondo acconto 2020. Si tratta di un taglio da 8 miliardi per ridare fiato a 4 milioni e mezzo di partite Iva e ai loro dipendenti. La seconda, invece, prevede un taglio di 8 miliardi dell’Imu sulle seconde case; una misura fondamentale per sostenere le località turistiche e tutelare il valore del patrimonio immobiliare italiano. Il provvedimento potrebbe riguardare 5,5 milioni di proprietari di seconde case. Solo così si sostengono le imprese. A queste riforme va aggiunta quella del taglio del cuneo fiscale, che penalizza aziende e lavoratori. Il costo del lavoro non può essere così alto».

Recentemente, il coordinatore regionale lombardo di Forza Italia, Massimiliano Salini, ha lanciato l’ipotesi di una Zona economica speciale per la Lombardia. La Lega la condivide?

«La Zes in Lombardia è un’ottima idea, considerando anche che la Lombardia è la locomotiva del sistema produttivo italiano. Purtroppo, però, non è una strada percorribile. Abbiamo riscontrato resistenze a livello parlamentare anche da esponenti della stessa Fi, che impediscono di arrivare a questo traguardo. Andrebbe benissimo anche una vera riforma per l’autonomia, nonostante anche su questo punto proposto da sempre dalla Lega ci siano moltissime resistenze. La sensazione, che è più di una sensazione, è che a molti dia fastidio che la Lombardia sia la locomotiva economica di questo Paese».

Venendo al territorio cremonese, uno dei temi tanto fondamentali quanto controversi è quello dell’autostrada Cremona-Mantova. Qual è la posizione della Lega in marito?

«La Lega è assolutamente favorevole. Si tratta di un’infrastruttura importante, che collegherebbe tutto il sistema autostradale lombardo. La Regione Lombardia pone molta attenzione su questa opera ma, purtroppo, il Governo non sta facendo la sua parte. Basti pensare che nel decreto “Rilancio” la Lega aveva presentato un emendamento per destinare 60 milioni di euro alla realizzazione dell’opera, ma proprio il Governo ha bocciato tutto. Siamo alle solite: questa maggioranza sperpera soldi per monopattini e “bonus vacanze” (che nessuno riesce a utilizzare) e poi opere fondamentali per i territori, come l’autostrada Cremona-Mantova, rimangono escluse».

 

 

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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