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giovedì 10 Ottobre 2019
Obblighi e tutele nel nuovo Codice della crisi di impresa
La Libera Associazione Artigiani di Crema e BCC Cremasca e Mantovana hanno illustrato le novità della nuova normativa in materia di crisi aziendale

Con il nuovo Codice della crisi d’impresa, le aziende sono più tutelate dal rischio di fallimento. Il decreto legislativo 14, del 12 gennaio 2019, ha infatti modificato alcuni aspetti del Codice Civile in materia e, sebbene molte novità entreranno in vigore solo il 15 agosto del 2020, già entro il prossimo 16 dicembre le imprese minori dovranno mettersi in regola sotto vari aspetti.

All’evento ha collaborato anche la società di consulenza P4B Network

Per l’occasione, la Libera Associazione Artigiani di Crema, in collaborazione con BCC Cremasca e Mantovana e la società di consulenza finanziaria per le Pmi, P4B Network Srl, ha organizzato ieri sera un workshop nella sua sala conferenze. Dopo i saluti introduttivi dei vertici della Libera Artigiani – il presidente, Marco Bressanelli; il direttore, Renato Marangoni e il presidente della BCC, Francesco Giroletti – per i quali rimandiamo al video qui sopra, si sono alternati alcuni esperti in materia – i legali Michela Scorta e Vincenzo Criscuoli e i managing partner di P4B, Paolo Cavezzali e Bruno Sodo -, che hanno esaminato nel dettaglio quelli che sono i diversi aspetti più rilevanti di una normativa molto articolata.

L’obiettivo è evitare il più possibile i fallimenti aziendali

Cominciamo col dire che la ratio del nuovo Codice della crisi d’impresa, per quanto riguarda le imprese minori – oggetto specifico dell’incontro di ieri – consiste nell’introduzione del meccanismo della procedura di allerta, il cui obiettivo è quello di evitare il più possibile il rischio di fallimento e quindi la chiusura di aziende. Per questo motivo, la legge prevede un obbligo già in essere per gli imprenditori: quello di organizzarsi sotto l’aspetto amministrativo e contabile, senza però uno schema calato dall’alto, ma in base alle caratteristiche della propria struttura produttiva. Di certo, è previsto l’obbligo della revisione legale dei conti, quando una società abbia superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti: totale dell’attivo dello stato patrimoniale pari a 4 milioni di euro; ricavi delle vendite e delle prestazioni: 4 milioni di euro e 20 dipendenti occupati in media durante l’esercizio.

Previste sanzioni in caso di mancata segnalazione dello stato di crisi

Il nuovo codice introduce anche l’Ocri (l’Organismo di composizione della crisi d’impresa), che deve essere istituito in ogni Camera di commercio e davanti al quale si dovrà svolgere il procedimento di allerta, finalizzato ad assistere l’imprenditore, su sua istanza, nel procedimento di composizione assistita della crisi. L’obiettivo, infatti, è quello di accompagnare l’imprenditore, che si trova in una posizione debitoria, a raggiungere un accordo con i propri creditori. In caso di mancata segnalazione all’Ocri, entro trenta giorni, del superamento degli indicatori di crisi, stabiliti dalla normativa, sono previste sanzioni e anche conseguenze sul piano professionale, a seconda che l’inadempienza sia dovuta agli organi di controllo interni – in presenza o assenza di revisore contabile – o a quelli esterni (Agenzia delle Entrate, Inps e Agenti di riscossione).

 Benefici anche per chi segnala tempestivamente una bancarotta

Al fine di assicurare la rilevazione tempestiva delle situazioni di crisi d’impresa, il legislatore ha previsto delle misure premiali, a favore degli imprenditori che di propria iniziativa presentino, tempestivamente, istanza di composizione assistita della crisi: benefici su interessi moratori, nonché benefici penali, in caso di bancarotta, sia semplice che fraudolenta.

 

LE FOTO
  • Marco Bressanelli
  • Renato Marangoni
  • Francesco Giroletti
  • Paolo Cavezzali
  • Michela Scorta
  • Vincenzo Criscuoli
Redazione Mondo Business
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