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martedì 18 Maggio 2021
Nuova Sabatini, le risorse stanno terminando. E CNA lancia l’allarme
Le risorse della “Nuova Sabatini” sono destinate a finire entro giugno, a meno di un rifinanziamento in tempi rapidi. CNA lancia l’allarme su uno dei principali e più efficaci strumenti per supportare le imprese nell’acquisto di nuovi beni strumentali.

Per quanto riguarda la “Nuova Sabatini”, a inizio maggio risultano ancora disponibili poco più di 200 milioni di euro, sufficienti a coprire le esigenze di un paio di mesi o poco più. Per coprire l’intero 2021 servirebbero altri 400-500 milioni, che farebbero da volano a circa 6 miliardi di nuovi investimenti da parte delle imprese, soprattutto micro e piccole. I numeri della “Nuova Sabatini” ne testimoniano l’importanza nell’ottica di stimolare gli investimenti. Dopo una partenza in sordina nel 2014, lo strumento ha registrato un crescente apprezzamento, grazie anche alla semplificazione delle procedure. Dal suo avvio, infatti, ha sostenuto oltre 25 miliardi di euro di investimenti, a fronte di un contributo pubblico pari a poco più di 2 miliardi, generando un effetto leva molto rilevante.

Nel corso degli anni si sono avvicinate anche imprese di piccole dimensioni

Dal 2018, il numero annuo di domande si è stabilizzato oltre quota 20mila e il flusso di finanziamenti supera i 4 miliardi di euro. Nemmeno la pandemia ha frenato la “Nuova Sabatini”. Le cifre del 2020 sono superiori a quelle dell’anno precedente e nei primi quattro mesi del 2021 le domande sono già il 70% del totale dell’anno scorso, mentre i volumi di risorse si attestano al 63%. Lo strumento è stato affinato nel tempo. La durata ha consentito di qualificare le domande e la media di approvazione è passata dal 48% del primo anno, a valori superiori all’80%, offrendo così certezze e garantendo affidabilità. Elementi che avvicinano le imprese di minori dimensioni, il cuore del nostro tessuto produttivo, che sono riuscite a crescere notevolmente per numero e volumi.

Negli investimenti primeggiano Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte

Quanto ai settori in cui sono avvenuti gran parte degli investimenti, spicca il manifatturiero, con oltre 13 miliardi, e conseguentemente, dal punto di vista geografico, primeggiano – e reggono anche il confronto con altri Paesi avanzati – le regioni in cui è più accentuata la presenza di imprese di questo settore: Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Piemonte. CNA sollecita il rifinanziamento della “Nuova Sabatini”, per dare continuità a strumenti efficaci a sostenere lo sviluppo delle imprese che vogliono crescere ed essere più competitive: «Investire significa innovare per competere sui mercati e, alla luce del contesto attuale e delle difficoltà contingenti, supportare al meglio chi ha l’ardire di investire non può non essere premiato».

Redazione Mondo Business
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