PRIMO PIANO
venerdì 29 Novembre 2019
Nonostante tutto le aziende italiane tengono duro
Il vice presidente vicario dell’Associazione Industriali di Cremona punta il dito contro una classe dirigente priva di cultura imprenditoriale
Stefano Allegri, vice presidente Assoindustria Cremona

L’Italia fatica a risollevarsi dalla crisi che la attanaglia da ormai dieci anni. Che cosa lo impedisce? È giusto rintracciare cause esterne o piuttosto il problema è dovuto a una mancanza di cultura economica e industriale della nostra classe dirigente?

«Di sicuro manca una visione di politica economica e industriale da parte del nostro Governo, probabilmente a causa di una scarsa conoscenza del funzionamento del sistema produttivo. È vero che ci sono cause esterne che determinano la difficile situazione attuale: Brexit, dazi, calo dell’automotive ecc., ma far risalire l’origine dei problemi solo a questi aspetti significa nascondersi dietro un paravento, dal momento che sono ormai decenni che cresciamo meno di altri Paesi. Le imprese italiane resistono nonostante tutto e danno prova di sapersi internazionalizzare, sebbene si faccia poco per agevolarle a livello governativo. Pensiamo solo al fatto che non si sente più parlare di taglio agli sprechi. Non è possibile che per tenere sotto controllo il rapporto deficit/Pil, cosa che mi trova del tutto d’accordo, l’unico strumento utilizzato sia quello del prelievo fiscale, invece appunto di una sana spending review».

Come valuta il rapporto tra politica e mondo produttivo? Non avverte una distanza tra le esigenze di quest’ultimo e le risposte fornite a livello governativo?

«Innanzitutto, trovo giusto che il mondo produttivo abbia le sue esigenze e che le esprima nelle sedi istituzionali ma, ribadisco, è necessario che chi ha responsabilità politica abbia anche una competenza in materia economica, che le consenta di comprendere il ruolo specifico che ciascun attore sociale riveste all’interno del sistema Paese. Tra l’altro, ci sono a disposizione strumenti a costo zero per rilanciare la nostra economia, su tutti: lo sblocco dei cantieri e un piano di investimenti pubblici. Per il resto, trovo estremamente positivo che il piano Industria 4.0 sia stato preservato; è poco ma è già qualcosa».

Quali altre misure ritiene prioritarie per il rilancio del nostro Paese?

«Sarebbe già molto assicurare continuità a ciò che sta funzionando: Industria 4.0, come dicevo, ma anche la Nuova Sabatini. Poi, far ripartire i cantieri bloccati, a maggior ragione considerata la situazione di fragilità idrogeologica del nostro territorio nazionale. Un progetto di intervento preventivo in questo ambito costerebbe infatti meno che non dover affrontare i danni una volta che si sono verificati. Inoltre, occorrerebbe puntare su una riduzione più consistente del cuneo fiscale e sulla spending review. Senza dimenticare una politica che abbia l’obiettivo di includere le giovani generazioni nel mondo del lavoro».

 

Redazione Mondo Business
TAG
Associazione Industriali di Cremona
Stefano Allegri
RICHIEDI LA TUA
COPIA GRATUITA
RICEVILA ADESSO