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giovedì 19 Novembre 2020
Nel terzo trimestre il settore manifatturiero cremonese è in pieno recupero
Dopo le variazioni negative registrate nei due periodi precedenti, è stata confermata una ripresa a “V” della produzione nella provincia di Cremona. I livelli pre-crisi sono però ancora lontani e per resistere agli effetti delle nuove restrizioni occorre sostenere la domanda interna e procedere con gli interventi infrastrutturali non più rinviabili
La Camera di commercio di Cremona

Ecco i risultati che provengono dalla consueta indagine congiunturale condotta trimestralmente da Unioncamere Lombardia, in collaborazione con alcune associazioni di categoria, tra cui l’Associazione Industriali di Cremona, la CNA Cremona e Casartigiani (di cui è rappresentante sul territorio la Libera Associazione Artigiani di Crema), e che coinvolge ogni trimestre due campioni distinti di aziende manifatturiere, industriali e artigiane. In ambito provinciale, l’indagine ha interessato complessivamente 141 imprese cremonesi, appartenenti a tutte le principali attività del comparto manifatturiero, suddivise in 64 imprese industriali e 77 artigiane.

La situazione è destinata inevitabilmente a peggiorare

Gian Domenico Auricchio, commissario straordinario della Camera di commercio di Cremona, sintetizza così i risultati congiunturali: «L’indagine del terzo trimestre 2020 rileva una situazione del comparto manifatturiero provinciale in pieno recupero, dopo le variazioni negative registrate nei due periodi precedenti. I livelli pre-crisi sono però ancora lontani. Le riaperture delle imprese dopo il lockdown hanno confermato le previsioni di un andamento a “V” della produzione industriale, segnale di una buona capacità di reazione del nostro sistema economico, condivisa d’altronde con l’intero Paese. Nei confronti con la regione, il recupero congiunturale dell’industria cremonese si presenta meno incisivo, ma solo perché la diminuzione registrata nei trimestri precedenti era stata assai minore. A conferma, le variazioni su base annua rilevate in provincia sono allineate a quelle lombarde. La situazione è però destinata inevitabilmente a peggiorare, a seguito dei nuovi provvedimenti restrittivi: per questo è fondamentale che la domanda interna venga adeguatamente sostenuta e che si proceda con gli interventi infrastrutturali richiesti dal territorio e ora non più rinviabili».

Il gap causato dal lockdown è ancora da recuperare

I dati sull’industria manifatturiera cremonese del terzo trimestre 2020 manifestano un andamento del tutto opposto, a seconda dell’ottica temporale considerata: l’ampia risalita congiunturale, soprattutto della produzione e del fatturato, riflette l’effetto delle riaperture delle imprese manifatturiere, mentre le variazioni negative su base annua indicano il gap causato dal lockdown che ancora resta da recuperare. A livello congiunturale sono consistenti le risalite di produzione (+8,4%) e fatturato (+12,8%), mentre stentano invece a riprendere i dati relativi alla domanda.

Sta rientrando rapidamente il ricorso alla cassa integrazione

Nel caso degli ordini interni, la perdita cumulata nei sei mesi precedenti (-4,5%) viene recuperata solo in minima parte (+1,3%) e così pure avviene per gli ordini dall’estero. Resta stabile il numero degli addetti, (-0,1%), così come avviene in Lombardia, grazie ai provvedimenti di sostegno messi in campo a livello governativo. Sta invece rapidamente rientrando anche il ricorso alla gestione ordinaria della Cassa integrazione guadagni, a cui ha fatto ricorso un’impresa su tre, con una diminuzione di oltre la metà rispetto al trimestre scorso, mentre le ore utilizzate sul monte ore complessivo trimestrale si sono ridotte di oltre un terzo (dal 5,1 all’1,6%).

Le variazioni su base annua restano ancora tutte negative

Il quadro provinciale tendenziale, quello cioè risultante dal confronto con lo stesso periodo dell’anno precedente, continua invece a evidenziare il netto peggioramento del panorama industriale provinciale, causato dall’epidemia sanitaria. Le variazioni su base annua, infatti, pur in netto miglioramento rispetto a quelle del secondo trimestre, restano ancora tutte negative e sono grosso modo allineate con quanto rilevato a livello regionale. La produzione industriale su base annua è rilevata in calo del 5,3%, mentre leggermente inferiore è il gap anno su anno del fatturato (-2,3 %). Nel confronto con il 2019, a soffrire maggiormente sul lato della domanda è ancora la componente nazionale (-5,2%), mentre quella estera riesce a contenere l’arretramento all’1,6%, lo stesso rilevato nel secondo trimestre. Nonostante la difesa dei posti di lavoro, perseguita attraverso le recenti disposizioni legislative, il dato occupazionale denota una perdita dell’1,1% nel numero degli addetti, rispetto a dodici mesi prima, come del resto si registra in regione.

Il 53% delle imprese industriali è in decrescita annua

Dal punto di vista strutturale, il quadro delle imprese industriali, alla fine del settembre scorso, viene rilevato in miglioramento rispetto a tre mesi prima, anche se rimangono in maggioranza assoluta (il 53%) le imprese in decrescita annua e solo 38 su 100 dichiarano una produzione accresciuta rispetto a quella dell’anno prima. Il confronto con la Lombardia e l’Italia evidenzia una sostanziale uniformità di andamento a “V”, con un consistente recupero che è proporzionale alla entità della variazione negativa precedente, ma non ancora in grado di ritornare ai livelli di fine 2019. Tra le province lombarde, tutte, ad eccezione di Lodi, in contrazione produttiva rispetto al 2019, il dato peggiore è il -13% di Como, seguito dal -9,4% di Pavia, con Cremona che è in linea con il dato medio.

Per l’artigianato produttivo il quadro è in linea con quello industriale

Per l’artigianato produttivo il quadro rilevato nel periodo da luglio a settembre è conforme a quello dell’industria. Mostra cioè un’ampia crescita, che però non consente di recuperare completamente i livelli raggiunti prima della crisi legata alla pandemia da Covid. Le variazioni trimestrali degli indicatori destagionalizzati vedono infatti la produzione risalire di quasi il 18%, il fatturato del 21,2% e gli ordinativi del 14,2%. Il dato del numero degli addetti (-1%) è invece ancora in linea con quello delle ultime tre rilevazioni e quindi rimane ancora svincolato, almeno per il momento, dal trend produttivo. Rispetto allo stesso periodo del 2019, il panorama artigiano si conferma in peggioramento. In tale ottica temporale, infatti, la produzione è al di sotto del 4,5%, rispetto al dato dello stesso periodo 2019; il fatturato dell’8,3% e gli ordinativi del 5,1%. Molto più contenuto (-3,6%), ma in progressivo peggioramento, è il tasso annuo di variazione del numero degli addetti.

 

 

Redazione Mondo Business
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