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venerdì 14 Maggio 2021
Nel primo trimestre 2021 l’industria cremonese recupera. Male gli artigiani
L’indagine relativa al primo trimestre 2021, realizzata da Unioncamere Lombardia, in collaborazione con l’Associazione Industriali di Cremona, CNA e Confartigianato, ha interessato complessivamente 149 imprese cremonesi, appartenenti a tutte le principali attività del comparto manifatturiero, suddivise in 64 imprese industriali e 85 artigiane
Gian Domenico Auricchio

«Nel primo trimestre 2021, la produzione manifatturiera cremonese e lombarda recupera ancora per le imprese industriali, anche se a velocità ridotta, ma svolta in negativo per le artigiane», dichiara il commissario straordinario della Camera di commercio di Cremona e presidente di Unioncamere Lombardia, Gian Domenico Auricchio. «L’indice della produzione segna in provincia un +0,9% rispetto allo scorso trimestre per l’industria, ma scende del -1,5% per l’artigianato. Nonostante i consistenti rimbalzi tendenziali della produzione (+10,8% per l’industria e +4,4% per l’artigianato), la ripresa è insufficiente per tornare ai livelli produttivi pre-crisi».

Il comparto industriale provinciale è leggermente in crescita

«Per raggiungerli, l’industria, a livello provinciale, deve ancora recuperare 5,9 punti percentuali, rispetto alla media del 2019, e l’artigianato ben 12,4 punti percentuali. Gli imprenditori, tuttavia, mostrano ottimismo, con aspettative migliorate per la produzione, la domanda interna ed estera e l’occupazione. Rimane quindi evidente la necessità di interventi in grado di far ripartire l’economia e l’occupazione. L’auspicio è che una efficace ed efficiente implementazione delle misure previste nel Piano di ripresa e resilienza possa aiutare la ripresa del nostro sistema produttivo». In sintesi, l’indagine del primo trimestre 2021 rileva una situazione del comparto industriale provinciale leggermente in crescita, rispetto al periodo ottobre-dicembre 2020, e in misura assai più consistente rispetto all’analogo trimestre dell’anno scorso, già segnato dagli effetti del lockdown; fatica ancora, però, a tornare ai livelli medi del 2019.

La crescita produttiva è la migliore su base regionale

In confronto al dato complessivo lombardo, l’industria cremonese mostra una crescita produttiva più consistente, sia su base trimestrale che annua ma, ciò nonostante, resta più lontana di quella regionale dai livelli precedenti alla pandemia. A livello congiunturale, i dati sull’industria manifatturiera cremonese del trimestre iniziale del 2021 indicano un complessivo proseguimento del recupero, ma a un tasso significativamente inferiore a quello rilevato nei tre mesi precedenti. Per la produzione si registra infatti un +1%, rispetto al +5% rilevato nell’ultimo trimestre del 2020, mentre il fatturato resta praticamente sugli stessi livelli (+0,1%).

Prosegue la perdita di addetti, con la sesta variazione negativa consecutiva

Il decremento del 4,5%, riguardo agli ordini dall’estero, è probabilmente solo un “rimbalzo contabile” del precedente +9%. Prosegue anche, nonostante i consistenti provvedimenti di sostegno messi in campo a livello governativo, la perdita di addetti (-0,2%): sesta variazione negativa consecutiva. Rimane invece stabile il ricorso alla gestione ordinaria della Cassa integrazione guadagni, che ha interessato il 15,6% delle imprese, la stessa percentuale della precedente rilevazione, così come vengono confermate allo 0,5% del monte ore complessivo le ore utilizzate: ancora una volta il dato di gran lunga più basso in Lombardia, dove la media si attesta sul 2,7%.

Quasi il 60% delle imprese dichiara una produzione in crescita in un anno

Il quadro provinciale tendenziale, che risulta dal confronto con il primo trimestre 2020, già pesantemente compromesso dalla pandemia, è ovviamente dominato da variazioni ampiamente positive. La produzione cresce di quasi undici punti percentuali, il fatturato e gli ordini interni di otto, e quelli esteri, che avevano risentito assai meno degli altri indicatori degli effetti negativi della crisi sanitaria, del 2,7%. Nel complesso della Lombardia, l’effetto rimbalzo è parimenti evidente, con la produzione che registra un +8,7%, e fatturato e ordinativi che si attestano su variazioni superiori al 10%. Dal punto di vista strutturale, le imprese che dichiarano una produzione accresciuta, rispetto a quella di dodici mesi prima, costituiscono la maggioranza assoluta, quasi il 60%; più di una su quattro si trova però ancora in crisi.

Segnali positivi per gli ordinativi, compresa la domanda estera

Le variazioni degli indicatori provinciali, nei confronti della loro media, rilevata nell’anno 2019, vale a dire in un periodo non ancora segnato dagli effetti della pandemia, attestano quanto pesante sia stato il danno subito dal comparto industriale cremonese e, parallelamente, anche quanto manca ancora per colmare il gap accumulato nell’ultimo anno. Nonostante i recuperi, infatti, la produzione provinciale si trova ancora lontana di quasi sei punti percentuali (-5,9%), rispetto al livello medio 2019, e il fatturato addirittura di oltre nove (-9,2%). Segnali positivi, invece, per quanto riguarda gli ordinativi: gli ordini interni, che già nella seconda parte del 2019 erano scesi decisamente, raggiungono attualmente un livello pari a quello dello stesso periodo di due anni fa e ampiamente superiore (+11%) a quello medio dell’anno 2019. Anche la domanda estera è ritornata sugli stessi livelli medi del 2019 (+0,6%).

Per l’artigianato recuperi di entità inferiore rispetto all’industria

Per l’artigianato produttivo, il quadro rilevato nel periodo iniziale del 2021 si conferma in maggiore difficoltà rispetto all’industria. Su base trimestrale, infatti, al lieve incremento occupazionale (+0,7%) si accompagnano tuttavia variazioni negative per tutti gli altri indicatori: la produzione è stimata in calo dell’1,5%, il fatturato dell’1,2%, e del 2,6% gli ordinativi. Anche il riferimento temporale annuo, pur con la prevalenza di segni positivi, è tuttavia caratterizzato da recuperi di entità inferiore a quelli rilevati nell’industria. La crescita è comunque allineata sui quattro punti percentuali, tanto per la produzione quanto per il fatturato e per il livello degli ordinativi.

Anche per l’artigianato l’occupazione è in calo significativo

Se si estende il confronto alla media del 2019, il gap che rimane ancora da colmare per tornare ai livelli pre-Covid appare più evidente di quello rilevato per il comparto industriale. Per la produzione, la perdita cumulata nell’ultimo anno supera i dodici punti percentuali (-12,4%); per il fatturato si attesta al -7,3%, mentre il livello degli ordini ricevuti è sceso del 13,2%. Anche riguardo all’andamento dell’occupazione, il numero di addetti presenta un calo significativo, stimabile nel -2,7%. Il quadro strutturale vede una distribuzione delle imprese artigiane, in base ai risultati produttivi ottenuti negli ultimi dodici mesi, in evidente miglioramento. Nonostante ciò, la quota delle imprese che dichiarano ancora una produzione inferiore a quella del primo trimestre 2020 è al 40%.

Redazione Mondo Business
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