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lunedì 7 Dicembre 2020
Mantova: «La nuova Camera di commercio dovrà saper unire i territori»
Carlo Zanetti, commissario straordinario della Camera mantovana, conferma l’impegno per una presidenza cremonese del nuovo ente che dovrà comprendere anche Cremona e Pavia. Ma non vuol sentir parlare di trattative: quello che conta è un progetto unitario di sviluppo
Carlo Zanetti

Come si sta preparando la Camera di commercio di Mantova in vista del futuro accorpamento con Cremona e Pavia?

«La Camera di Mantova, nella mia persona, è pienamente disponibile a partecipare a incontri  con le consorelle di  Cremona e Pavia, per cercare di trovare soluzioni condivise ai problemi che fino ad oggi hanno reso impraticabile l’accorpamento. L’apertura al dialogo ritengo sia il primo passo fondamentale per favorire un’unione il più possibile rispettosa delle richieste e delle caratteristiche dei territori. Vanno cercati tutti gli spazi possibili per valutare ogni possibile forma di intesa».

Dunque siete pronti a riaprire le trattative?

«Trattative è un termine commerciale, forse inappropriato per definire il percorso, non semplice, che deve portarci a un accorpamento nei modi definiti dalla norma. Qui non parliamo di un contratto tra le parti: non è un sinallagma. La Camera accorpata, a mio modesto avviso, dovrà nascere fondandosi su un programma serio di sviluppo delle attività a favore delle imprese, con una struttura che dialoghi e crei efficienza nei servizi».

Bando alla logica di spartizione, quindi, e ricerca di un interesse comune.

«La nuova Camera nascerà per unire i territori e per rispondere a istanze, certamente differenziate in ragione delle diversità delle rispettive economie locali, ma che vanno portate avanti in modo unitario. L’amministrazione, gli organi di governo del futuro ente, penso debbano assecondare più gli obiettivi di promozione economica che quelli di divisione di spazi da assegnare».

Quali sono i punti fermi per la Camera di commercio mantovana?

«Abbiamo sempre lavorato, fin dall’inizio, e sulla base di un accordo originario con la consorella cremonese, datato fine 2016, chiedendo la sede legale, che il decreto ministeriale del 2018 ci ha assegnato. In realtà, il nuovo decreto legge 104/2020, con l’art. 61, ha superato la netta divisione tra sede legale e sedi secondarie, elevando al rango di sede ognuna delle tre Camere. Vorrei aggiungere un altro elemento».

Prego.

«Siamo altresì orientati a mantenere fede al nostro impegno preso con Cremona, perché la presidenza sia di sua espressione, con due forti e rappresentative funzioni di presidenza vicaria in capo alle altre due Camere, come prevede del resto il citato decreto legge. Ritengo che il contenuto dell’accordo possa essere esteso e adattato anche alle richieste della Camera pavese ed è su questi aspetti, piuttosto che sulle memorie presentate al Tribunale amministrativo, che intenderemmo lavorare a tre. Auspichiamo, ora che anche Pavia è governata dal commissario straordinario, di poter dar corpo a una possibile intesa».

 

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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