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lunedì 21 Dicembre 2020
Malgrado la crisi, le start up e le Pmi innovative continuano ad aumentare
La relazione annuale del ministero per lo Sviluppo economico al Parlamento sulle start up e Pmi innovative mostra un comparto in continua crescita, merito anche delle caratteristiche tipiche di queste aziende, che le rendono più resilienti nei confronti della crisi in atto

Nel 2019, le start up innovative hanno superato le 10mila unità, registrando un incremento di quasi il 12% rispetto all’anno precedente, accompagnato da un aumento del fatturato di  più del 46% e una produzione pari a 1,2 miliardi di euro; in crescita anche le Pmi innovative, che hanno superato la soglia delle 1.300 unità, il cui valore della produzione arriva a 4,1 miliardi di euro. La forza lavoro complessivamente coinvolta da start up e Pmi innovative conta ormai oltre 85mila unità (con un incremento rispetto al 2018 di poco meno del 26%), segno dell’affermazione di un vero e proprio patrimonio da tutelare e continuare a guidare nel suo percorso di nascita, crescita e consolidamento.

Elevato, tra le start up, l’utilizzo delle tecnologie 4.0

La maggior parte delle start up (quasi il 75%) opera nel comparto dei servizi alle imprese (in particolare servizi ICT), ma rilevante appare l’incidenza delle start up culturali e creative (pari al 37,7%) e delle imprese energetiche e green sul totale delle start up innovative (14,6%). Elevato risulta, inoltre, l’utilizzo delle tecnologie 4.0: il 43% delle start up innovative del settore dei servizi alle imprese ha dichiarato di operare con le tecnologie 4.0 (ICT, telecomunicazioni, intelligenza artificiale e green economy). Sono queste le principali evidenze emerse dalla relazione annuale del ministro dello Sviluppo Economico al Parlamento sulle start up e Pmi innovative, giunta alla sua sesta edizione; frutto dell’attività di monitoraggio curata dalla direzione generale per la Politica industriale, l’Innovazione e le Pmi del ministero dello Sviluppo economico.

Forte attitudine al digitale e allo smart working, flessibilità e velocità

Dai primi mesi del 2020, il nostro Paese si è trovato a dover affrontare una sfida inaspettata e senza precedenti. A dimostrazione dell’elevata capacità di resilienza e di adattamento, nel corso del 2020, malgrado la crisi, il numero di start up innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese è continuato a crescere (+10,4%), superando, nel novembre 2020, la soglia delle 12mila unità. La resilienza di queste imprese è legata ai punti di forza che le caratterizzano: forte attitudine al digitale e allo smart working; velocità e flessibilità nel rispondere alle nuove esigenze; elevato livello di competenze tecniche e informatiche. La crisi, tuttavia, ha colpito gran parte del sistema produttivo e, pertanto, è stato fondamentale adottare misure anticongiunturali e, nel contempo, misure che sostenessero e stimolassero il rafforzamento dell’intero ecosistema dell’imprenditoria innovativa, su cui il Governo ha concentrato, a partire dal dicembre 2012, molte agevolazioni attraverso lo  Start up Act.

 

 

 

Redazione Mondo Business
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