PRIMO PIANO
venerdì 24 Luglio 2020
Lombardia: crolla il numero delle nuove imprese
Le nuove iscrizioni in Lombardia, nel corso del secondo trimestre, sono state 8.346, con una variazione di -43,9% su base annua. Il risultato è dovuto al forte impatto della crisi nella regione, rispetto alla situazione nazionale, dove la variazione delle imprese attive è tutto sommato contenuta
Gian Domenico Auricchio

«L’incertezza economica e le difficoltà oggettive del periodo di lockdown hanno frenato la creazione di nuove imprese in Lombardia», ha dichiarato il presidente di Unioncamere Lombardia Gian Domenico Auricchio, «ad essere colpiti sono stati in particolare alcuni segmenti del tessuto imprenditoriale, che negli ultimi anni avevano mostrato una forte espansione, come le società di capitali e le attività di alloggio e ristorazione». Le nuove iscrizioni in Lombardia, nel corso del secondo trimestre, sono state 8.346, con una variazione di -43,9% su base annua. Anche le cessazioni (9.880 movimenti) mostrano un calo rilevante, anche se di entità inferiore (-14,7%), determinando un saldo negativo per 1.534 posizioni, in un trimestre che invece è solitamente caratterizzato da un segno positivo.

Netto peggioramento dopo quattro anni di debole espansione

I dati mensili sull’andamento delle iscrizioni mostrano il calo più intenso nel mese di aprile (-74,6%), dopo il -41,1% di marzo e una variazione pesantemente negativa a maggio (-42,6%), nonostante la parziale ripresa delle attività economiche. A giugno, il livello delle iscrizioni si è invece riavvicinato a quello dell’anno passato (-8%). Non del tutto sovrapponibile risulta l’andamento delle cessazioni, al netto di quelle d’ufficio: il calo si è concentrato ad aprile (-40,7%) e ancor più a maggio (-48,1%), tornando anche in questo caso su livelli vicini alla normalità nel mese di giugno (-7,6%). Il saldo negativo, evidenziato nel trimestre, porta il numero di imprese lombarde registrate a quota 948.461, con un calo dell’1,2% su base annua. Le imprese che risultano oggi attive sono invece 811.224, con un decremento meno intenso (-0,6%). Si tratta comunque di un netto peggioramento rispetto alla tendenza già negativa che aveva caratterizzato il 2019, dopo quattro anni di debole espansione. È molto evidente il deterioramento della situazione imprenditoriale in Lombardia, a causa del maggiore e più prolungato impatto della crisi nella regione, rispetto alla situazione nazionale, dove la variazione delle imprese attive è tutto sommato contenuta e si ferma al -0,2%.

Ne risentono soprattutto le società di capitali, comunque in aumento

Il peggioramento riguarda in particolare le società di capitali, la componente più dinamica del tessuto imprenditoriale regionale, che negli ultimi anni aveva registrato invece una forte espansione. Anche in questo trimestre le società di capitali aumentano (+1,8%), sebbene la velocità di crescita risulta notevolmente inferiore a quella registrata nel trimestre scorso (+2,9%) e alla fine del 2019 (+3,1%). Gli effetti delle misure di contenimento si fanno sentire soprattutto nelle attività di alloggio e ristorazione, che registrano una variazione negativa del numero di imprese attive pari al -1%, interrompendo una fase espansiva durata molti anni, mentre gli altri servizi conservano una variazione positiva (+1,2%), ma in netto ridimensionamento rispetto a quanto registrato nel trimestre precedente (+1,6%) e alla fine del 2019 (+1,9%).

Record negativo per l’industria, mentre l’artigianato sembra tenere

Anche l’industria mostra un peggioramento della dinamica di demografia imprenditoriale, con una flessione che torna a superare i 2 punti percentuali (-2,1%), come non accadeva dal 2013. Meno evidenti sembrano invece gli effetti su commercio (-2,2%) e agricoltura (-2,1%), che registrano variazioni negative in linea con gli ultimi trimestri, e per le costruzioni (-0,6%), che archiviano la flessione più ridotta da molti anni a questa parte. Quanto all’andamento delle imprese artigiane lombarde,  l’emergenza sanitaria non vi si riflette ancora, per quanto riguarda i dati del primo semestre. Il numero di posizioni attive continua a diminuire (-1,1% su base annua), ma la variazione risulta allineata a quelle registrate nel corso del 2019. Iscrizioni e cessazioni al ruolo artigiano sono entrambi in forte calo (rispettivamente -40,6% e -47,2%), con un saldo (+507 posizioni) che risulta in lieve miglioramento rispetto al secondo trimestre del 2019.

 

 

 

Redazione Mondo Business
RICHIEDI LA TUA
COPIA GRATUITA
RICEVILA ADESSO