PRIMO PIANO
mercoledì 11 Novembre 2020
L’Officina F.lli Aramini compie 60 anni
L’azienda è leader mondiale nella produzione di giunti e trasmissioni cardaniche. Ha sempre investito in tecnologia, puntando su qualità e precisione

La storia dell’Officina F.lli Aramini di Castelleone inizia da lontano, nel 1960. Produce ogni anno centinaia di migliaia di giunti e trasmissioni cardaniche di precisione a livello internazionale, mantiene una posizione di leader mondiale ed è in continuo sviluppo. Quasi l’80% del suo fatturato deriva da vendite estere ed esporta in tutti e cinque i continenti.

Due gli obiettivi: il mercato estero e la qualità del prodotto

Tutto comincia in un garage, o poco più, una piccola officina, racconta Paolo Aramini, ingegnere, titolare dell’azienda insieme alla moglie, Annalisa Dioli. «È così. Insieme al nonno Carmine, in azienda c’erano anche i suoi due figli, mio padre Giuseppe e lo zio Alfredo. Intorno c’erano soltanto campi verdi, ora hanno costruito dappertutto, sembra quasi di stare nel centro storico del paese… ma i miei abitavano qui vicino e volevano stare vicini all’attività». A quei tempi era abbastanza normale. Mi viene in mente un tipico detto veneto: capanùn e casèta. A sottolineare che la propria attività sarebbe stata vicina all’abitazione. Anche nella nostra provincia, a quel tempo, erano moltissime le attività nate in piccoli spazi, poi, molte di esse si sono trasformate in aziende di tutto rispetto. Ma questa è un’altra storia. «Col passare degli anni l’azienda è cresciuta, continuando a puntare su due obiettivi, che sono ancora i nostri: il mercato estero e la qualità del prodotto. Oggi siamo riconosciuti come leader mondiali dal punto di vista qualitativo, che è il nostro orgoglio. Operiamo in un settore molto particolare che, come è evidente, necessita di progettazione, investimenti e tanta applicazione. Lavoriamo in scale di misura ridottissime, parliamo di quattro, cinque micron, quindi la precisione assoluta è il nostro comandamento».

Dicevamo che i vostri giunti servono a moltissime e differenti applicazioni, quindi anche i clienti apparterranno a settori molto diversi tra loro

«Sì, per quanto concerne l’utilizzo dei nostri prodotti. Sui clienti è doverosa una precisazione. Noi serviamo grandissimi grossisti in tutto il mondo che, a loro volta, forniscono diverse tipologie di clienti. Capita che non sappiamo neppure dove finiscano i nostri giunti. Le faccio un esempio. Se consegno il prodotto a un cliente inglese, un enorme grossista – pensi a una ferramenta gigantesca -, può capitare che una nostra grande fornitura venga venduta in Turchia per soddisfare molte, differenti aziende. Capisce? Il nostro cliente è l’inglese, poi… Naturalmente abbiamo anche clienti diretti, con i quali intratteniamo accordi, in genere quinquennali: la Ferrari è uno di questi. Talvolta capita di studiare e intraprendere nuovi progetti insieme alle aziende nostre clienti».

Un’azienda tutta familiare

Chiedo alla signora Annalisa, che ho scoperto essere un architetto che insegnava a scuola, com’è che si è trovata in mezzo ai giunti cardanici. Il marito, Paolo, mi aveva riferito che è anche diventata il legale rappresentante dell’azienda. «Me lo chiedo anch’io», mi risponde accennando un sorriso. «Qualche anno fa, dopo la morte di mio suocero, la famiglia ha deciso di acquistare le quote dello zio Alfredo, visto che i figli non avevano interesse per l’azienda. Così l’abbiamo rilevata noi, ed eccoci qui. Mi occupo della parte commerciale e del personale. Quando sono arrivata non capivo nulla di giunti, idee e progetti legati a questi aggeggi, poi, col tempo, ho imparato, anche grazie ai buoni maestri che ho avuto qui in azienda. Col personale – sono 38 i dipendenti -, il rapporto che si è creato è ottimo, quindi, a parte la mia vita che è ormai dentro l’azienda, posso dire di aver fatto la scelta giusta». «Come ha detto bene Annalisa», interviene il marito, « dopo la morte di mio padre abbiamo deciso di rilevare noi l’azienda, anche se, per essere precisi in qualità di socio c’è anche mio fratello, che è un medico pediatra, quindi non si occupa dell’azienda».

Nel momento devastante del virus come sono andate le cose?

«Tutto sommato ce la siamo cavata. I giunti che produciamo vengono utilizzati anche sui robot usati nelle sale operatorie degli ospedali, quindi quelle aziende ci dicevano: “Per favore consegnateli!” Naturalmente quel periodo è stato duro, ma non abbiamo mai mollato. Oggi in azienda abbiamo macchine automatiche, che una volta programmate e caricate vanno da sole anche per ventiquattrore. Alcune di queste le abbiamo progettate e costruite io e mio padre. Da giovane studente di ingegneria mi divertivo molto a studiare e progettare le macchine per la nostra azienda». Quest’azienda ha sempre investito molto in tecnologia, puntando tutto sulla qualità e la precisione. E i risultati sono arrivati. Oggi l’azienda è leader mondiale del settore.

Una scacchiera di giunti…

Un particolare non  mi è sfuggito. Entrando, all’ingresso, c’è una grande scacchiera dai colori bianco e azzurro. La guardi e vedi i re, le regine, gli alfieri, i cavalli, le pedine… ma sono giunti! Dalle forme diverse, sostituiscono i pezzi classici del gioco degli scacchi. «Di scacchiere ne abbiamo fatte realizzare due», raccontano Paolo e Annalisa. «È una nostra idea, le portiamo nelle fiere e sa qual è la sorpresa? Che molti clienti ci giocano e fanno lunghe partite. Coi nostri giunti cardanici…»

 

 

Giovanni Bassi
Di Giovanni Bassi
Redazione Mondo Business
RICHIEDI
LA TUA COPIA
GRATUITA
RICEVILA ADESSO