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mercoledì 24 Giugno 2020
Lo sconcerto della CNA per lo stallo a CremonaFiere
Il presidente della CNA Cremona, Giovanni Bozzini, si dice spiazzato dal rifiuto della Coldiretti di entrare nel cda di CremonaFiere, a pochi giorni dall'assemblea che dovrà decidere il nuovo corso dell'ente. «Si rischia un'impasse in un momento in cui è fondamentale pianificare il rilancio della fiera, pena la sua sopravvivenza»
Giovanni Bozzini

Il presidente della CNA Cremona, Giovanni Bozzini, si dice sconcertato per il passo indietro di Coldiretti in vista dell’assemblea annuale di CremonaFiere che, prevista inizialmente lo scorso 29 maggio, era poi stata rinviata a venerdì prossimo, 26 giugno. Assemblea in cui, all’ordine del giorno, è in programma l’approvazione del nuovo statuto, del bilancio, del piano strategico e, quindi, l’elezione del nuovo cda e del nuovo presidente, che prenderà il posto dell’attuale, Roberto Zanchi.  «Eravamo convinti di aver raggiunto il traguardo», ci dice Bozzini, «e, invece, a pochi giorni dall’assemblea, Coldiretti ha fatto sapere che, contrariamente a quanto si pensava, non intende entrare a far parte del nuovo cda. Sinceramente non capisco la motivazione della Coldiretti, che lamenta di non condividere il metodo adottato, perché l’assemblea in programma non è altro che l’esito di un lungo iter che la CNA e gli altri soci di CremonaFiere hanno condiviso passo dopo passo proprio con la stessa Coldiretti».

Le tre condizioni poste dalla Coldiretti

Riavvolgiamo un attimo il nastro. Per comprendere la situazione è necessario precisare che lo scorso agosto era stato siglato un accordo tra la stessa Coldiretti e i soci di CremonaFiere, in cui sostanzialmente si accettavano tre punti considerati vincolanti dall’associazione degli agricoltori, per entrare a far parte del nuovo cda dell’ente fieristico. I tre punti erano i seguenti: ampliare il cda a tutti e diciassette i soci; la nomina di una due diligence per esaminare la gestione degli ultimi anni e la conclusione del contenzioso con il Consorzio agrario, di cui la stessa Coldiretti aveva assunto la presidenza. «Queste tre condizioni sono state accettate», riprende Bozzini, «ed è perciò che questa decisione improvvisa è particolarmente spiazzante. Dopo un’attività lunga e paziente che ha visto la CNA in prima fila per ricreare un clima di fiducia e serenità tra i soci, ci troviamo di nuovo in stallo, in attesa di un chiarimento da parte della Coldiretti, che dovrebbe arrivare entro venerdì».

Roberto Biloni sarà il nuovo presidente?

C’è il rischio che l’assemblea venga rinviata ulteriormente? «Non credo, visto che è in programma l’approvazione del bilancio e di un piano strategico per rilancio della fiera, che prevede anche una ripatrimonializzazione della stessa; aspetti su cui stiamo dibattendo da molto tempo». Ma cosa succederà se Coldiretti conferma la sua posizione? «Francamente non lo so, perché il nuovo statuto, che andremo a votare ma che è già stato concordato tra tutti i soci, prevede che il nuovo cda sia composto da un esponente per ogni socio e, di conseguenza, non ho proprio idea di come si risolverà questa impasse». Quanto al nuovo presidente, ufficiosamente la scelta sarebbe caduta sul nome dell’attuale vice presidente della Camera di commercio di Cremona, Roberto Biloni, esponente del mondo agricolo. A causa di questa situazione, c’è da aspettarsi un rimescolamento delle carte anche su questo fronte? «Personalmente, non intendo spendermi per un nome in particolare, ma per un profilo adeguato, e come la CNA ha sempre sostenuto, anche in disaccordo con la scelta del precedente cda, sarebbe necessaria una persona proveniente dal settore agricolo o zootecnico, visto che la principale manifestazione organizzata da CremonaFiere è quella del bovino da latte, e la cui esperienza e competenze siano riconosciute da tutti».

Gli aspetti positivi e negativi dell’ultimo triennio

Al di là dello stallo che si è venuto a creare, qual è il suo bilancio riguardo all’ultimo triennio di CremonaFiere? Quali sono gli aspetti che giudica positivi e quelli che invece ritiene più critici? «Il mandato in scadenza si chiude indubbiamente con un bilancio positivo, il cui merito va dato però anche al lavoro di ricucitura e dialogo tra le diverse anime dei soci condotto dalla CNA e altre associazioni di categoria. L’azienda è sana e, tuttavia, per quanto riguarda le manifestazioni in calendario, quest’anno dovrà fare i conti con l’emergenza del Covid, come del resto tutti noi. Abbiamo capito che il 2020 sarà un anno di sofferenza e dunque a maggior ragione bisognerà lavorare per tessere nuove alleanze strategiche con altre realtà fieristiche, che come la nostra scontano da tempo una condizione sfavorevole. E qui veniamo all’aspetto per noi negativo di quest’ultimo triennio. Si era deciso di non puntare su un presidente proveniente dal mondo agricolo, per scegliere invece una figura dal curriculum più adatto alla ricerca di sinergie con partner nazionali e internazionali. Però tutto questo non si è verificato e l’unico risultato ottenuto consiste in una pur apprezzabile riduzione delle spese».

L’apertura della CNA al mondo industriale

L’assemblea di venerdì è chiamata ad approvare anche il piano strategico per i prossimi anni. Qual è l’idea della CNA in merito? Quale strada dovrebbe intraprendere il nuovo cda? «Di sicuro CremonaFiere dovrà aprirsi ad alleanze con altri enti fieristici, ma noi crediamo che, per riuscirci, sia necessario prima rafforzare il sistema della fiera cremonese. I soci istituzionali di CremonaFiere – comune di Cremona, Provincia di Cremona e Camera di commercio –  stanno investendo molto, soprattutto dal punto di vista economico, per la fiera cremonese, dimostrando di credere nel suo rilancio e va anche dato loro atto di un grande senso di responsabilità e rispetto per gli altri soci, le associazioni di categoria, lasciando che fossero loro a decidere il nuovo corso dell’ente, ma a nostro avviso occorre che anche il mondo industriale si avvicini a CremonaFiere e che quest’ultima si apra alle eccellenze di tutto il territorio; penso in particolare alla cosmesi cremasca. Ben venga se in futuro si dovessero verificare nuovi ingressi tra i soci di CremonaFiere, in quanto è lungi da noi farne un discorso di attaccamento alla poltrona. In altre parole, dobbiamo offrire all’esterno un’immagine di noi solida e coesa, perché diversamente temo sarà difficile dare un futuro alla nostra fiera».

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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