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sabato 1 Maggio 2021
L’Italia intravede la risalita dalla crisi, ma il mondo è già ripartito
Secondo l'analisi del centro studi di Confindustria, l'economia italiana intravede la risalita dalla crisi, grazie ai primi allentamenti delle restrizioni anti-Covid. I consumi sono pronti a ripartire, gli investimenti in recupero, l’export in risalita accidentata. L’Italia, con un ampio gap tra servizi e industria e meno occupati, è in linea con l’eurozona, che procede a velocità ridotta. Gli scambi mondiali, invece, crescono e negli Usa il recupero è già ben avviato

Sono iniziati ad aprile, in Italia, i primi allentamenti delle restrizioni anti-Covid. Secondo il centro studi di Confindustria, ciò condurrà nel secondo trimestre a un piccolo segno positivo del Pil, dopo la lieve contrazione nel primo (-0,4%). Si conferma lo scenario in cui un forte rimbalzo si avrà nel terzo trimestre, grazie al crescere delle vaccinazioni. Riguardo al loro ritmo, che ha accelerato, restano comunque rischi al ribasso. Inoltre, dall’imponente piano europeo Next Generation-Eu, ai nastri di partenza, arriverà un aiuto alla ripresa già nella seconda metà del 2021.

In un anno 896mila occupati in meno

Nell’industria l’indice PMI è salito a 59,8 punti a marzo e la produzione è stimata in crescita già nel primo trimestre (+1%), pur con una forte eterogeneità settoriale. Il nodo, finora, resta quello dei servizi, dove l’attività è ancora in flessione (il PMI sceso a 48,6 punti); la graduale riapertura, nelle prossime settimane, di diverse attività terziarie induce a prevedere un progressivo ritorno in territorio positivo. Quanto all’occupazione, da febbraio 2020 a marzo 2021 ci sono 896mila occupati in meno. I più colpiti sono i lavoratori a tempo determinato (-9,4%) e gli autonomi (-6,6%). Per i primi, alla maggiore elasticità al ciclo economico, si aggiunge, in questa crisi, l’effetto del blocco dei licenziamenti. I secondi, in molti casi, hanno dovuto fermare la loro attività, per le restrizioni in settori dei servizi in cui sono più presenti.

Migliori prospettive per i consumi nel secondo e terzo trimestre

I consumi sono stati fiacchi nel primo trimestre, ma ci sono migliori prospettive per il secondo e per il terzo, grazie alle riaperture programmate che preludono a un rimbalzo; lo conferma la risalita della fiducia delle famiglie in aprile. Piatti, invece, gli ordini interni dei produttori di beni di consumo; segno che tra le famiglie, finora, resta molta prudenza. I prestiti alle imprese restano in crescita (+7,6% annuo a febbraio), ma il maggior debito non si traduce del tutto in investimenti, perché in molti settori serve solo a finanziare il capitale circolante. Gli ordini di beni strumentali risalgono rapidamente, dall’interno e dall’estero. Nel complesso, le prospettive sono di un buon recupero degli investimenti dai minimi, anche grazie a quelli pubblici.

Per l’export una risalita accidentata

L’export italiano di beni ha frenato a febbraio (-0,3% a prezzi costanti, dopo un +1,6%). Lo stop è riconducibile a un calo delle vendite extra-Ue, tornate poi a crescere a marzo (+2,5% in valore). Le prospettive per i mesi primaverili sono positive, come segnala il miglioramento degli ordini esteri manifatturieri, sopra i livelli pre-crisi, anche grazie all’attesa accelerazione di domanda e filiere di produzione in Europa. Tuttavia, restano pressioni al rialzo su prezzi e tempi di consegna di vari input. Prosegue l’espansione del commercio (+0,3% a febbraio), ben sopra i livelli pre-crisi. La crescita è trainata dagli scambi dei Paesi asiatici e della Cina in particolare. Le prospettive sono in miglioramento, come segnalano gli ordini esteri globali.

Redazione Mondo Business
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