PRIMO PIANO
venerdì 14 Febbraio 2020
Linea Green: un modello di innovazione e sostenibilità
L'azienda cremonese è la più impegnata del gruppo industriale LGH sul fronte delle energie rinnovabili
Enrico Ferrari, direttore generale di Linea Green

Quello della green economy è un tema al centro della politica europea, con l’obiettivo di arrivare entro il 2050 ad azzerare le emissioni di CO2. L’Italia vanta un sistema industriale che non è secondo a nessuno in questo ambito e una regione come la Lombardia è addirittura tra le leader in Europa. E nel territorio cremonese quali sono le realtà produttive più orientate alla cosiddetta economia “verde”? Linea Green, la società di LGH (Gruppo A2A) è una di queste e la sfida che la vede quotidianamente impegnata consiste nel coniugare innovazione tecnologica e sostenibilità. È proprio basandosi su questo principio che Linea Green si occupa di produzione di energia termica ed elettrica e di efficienza energetica, oltre a gestire il teleriscaldamento delle città di Cremona, Crema, Lodi e Rho. Come ci racconta il suo direttore generale, Enrico Ferrari: «All’interno di LGH e con un impulso ancora più deciso all’indomani della partnership industriale con A2A, Linea Green rappresenta la società maggiormente impegnata sul fronte delle energie rinnovabili. Grazie a una dotazione impiantistica diversificata, ma orientata pressoché esclusivamente nel comparto green, lavoriamo per garantire energia, calore ed efficienza».

Ci può spiegare nel dettaglio quali sono le attività di cui si occupa Linea Green?

«Anzitutto gestiamo le reti di teleriscaldamento di diverse città, tra cui Cremona, dove la rete principale ha raggiunto la lunghezza di quasi 60 chilometri di doppio tubo e alla quale nel corso degli anni si sono allacciati oramai 643 edifici, fra pubblici e privati, per un totale di circa 58mila abitanti equivalenti e con una volumetria di 5 milioni e 915mila metri cubi; si tratta di un’infrastruttura davvero rilevante per l’intera comunità cremonese. Oltre al teleriscaldamento, Linea Green è poi impegnata nel comparto delle energie rinnovabili, con una dotazione diversificata che copre i vari ambiti del settore: siamo presenti nell’idroelettrico, con alcune centrali in Valle Camonica e nelle biomasse, con impianti in Franciacorta, dove tra l’altro siamo al servizio del circuito del legno di risulta della viticoltura di eccellenza di quel territorio, e ovviamente anche a Cremona. Infine, siamo presenti anche nel fotovoltaico, settore nel quale stiamo sempre più consolidando la nostra proposta».

Se quindi, da un lato, l’impegno nella gestione impiantistica rappresenta un importante ambito per la società, oggi Linea Green si candida a sviluppare sempre più progetti di efficienza energetica.

«Esattamente e, aggiungo, in partnership con il  territorio: ci mettiamo in ascolto delle esigenze delle nostre comunità riguardo alle questioni energetiche. È così che, per esempio, ci affianchiamo alle aziende che intendono migliorare le proprie performance energetiche, proponendo servizi integrati di supporto alle loro attività. Riduzione dei consumi e scelte tecnologiche adeguate: così diamo il nostro contributo alla crescita del territorio cremonese. A questo proposito, l’anno scorso abbiamo sottoscritto un protocollo d’intesa con l’Associazione Industriali di Cremona nell’ambito di un settore, quello dell’efficientamento energetico, che è oggi di particolare interesse per il mondo produttivo. Il protocollo in questione consente a tutti gli associati ad Assoindustria di poter ricevere un nostro supporto diretto. Linea Green, attraverso i propri esperti in gestione dell’energia, certificati ai sensi della norma UNI CEI 11339, si propone così nel ruolo di “energy manager”, che talvolta le aziende di dimensioni ridotte non hanno presente nel loro organico, puntando non solo all’efficienza amministrativa dei contratti ma soprattutto a dare rilevanza a reali progetti di efficienza energetica».

Un ruolo importante lo rivestite anche nel Polo Verde, il secondo lotto in via di realizzazione del Polo per l’innovazione digitale.

«Sì, grazie alle sinergie con gli altri partner, abbiamo lavorato per rendere il futuro edificio classificabile Nzeb (Nearly zero energy building) ovvero ad altissima prestazione energetica, con minimizzazione dei consumi legati a riscaldamento, raffrescamento, ventilazione, illuminazione e produzione di acqua calda sanitaria. Il tutto utilizzando energia da fonti rinnovabili, elementi passivi di riscaldamento e raffrescamento, sistemi di ombreggiamento e garantendo un’idonea qualità dell’aria interna e un’adeguata illuminazione naturale, in accordo con le caratteristiche architettoniche dell’edificio. Per noi è un vero e proprio fiore all’occhiello».

 

 

Redazione Mondo Business
RICHIEDI
LA TUA COPIA
GRATUITA
RICEVILA ADESSO