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mercoledì 8 Luglio 2020
Le ultime novità sul codice degli appalti
Il decreto "Semplificazioni", l'ultimo in ordine di tempo varato dal Governo, ha tra i suoi principali obiettivi la velocizzazione delle procedure relative alle opere pubbliche
Palazzo Chigi

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, l’ha definita “la madre di tutte le riforme”. Stiamo parlando del decreto legge “Semplificazioni”, che come dice il nome interviene per snellire i lacci burocratici che impediscono una veloce ripartenza economica del Paese. L’accordo, “salvo intese”, nel senso che il decreto subirà alcune modifiche tecniche prima di essere convertito in legge, è stato approvato nella notte tra il 6 e il 7 luglio. Lungo un centinaio di pagine, il decreto “Semplificazioni” consta di una cinquantina di articoli, che introducono novità in materia di opere pubbliche ed edilizia, digitalizzazione della pubblica amministrazione, green economy, nuove regole sugli appalti e riforma del reato dell’abuso d’ufficio.

Stop a gare per opere pubbliche se inferiori a 5,3 milioni di euro

Di particolare rilevanza la modifica al codice sugli appalti. Prima di tutto, viene deciso fino al 31 luglio uno stop alle gare per le opere pubbliche, se inferiori a 5,3 milioni di euro. Quanto alle imprese che possono accedere alle pratiche negoziato, vengono stabiliti tre scaglioni: per opere tra 150 e 350mila euro, le società potranno essere cinque; per quelle da 350mila a un milione saranno dieci, mentre per quelle fino a 5 milioni si arriva a un massimo di quindici. Oltre a questo, sono stati fissati anche dei limiti di tempo per le procedure: due mesi per le pratiche burocratiche relative all’affidamento diretto; quattro per la procedura negoziata e sei nel caso di grandi opere. Di fronte a inadempienze è prevista anche la risoluzione del contratto per inadempimento.

Previsto il raddoppio della Codogno-Cremona-Mantova

Mancando l’accordo tra le forze di maggioranza, resta fuori dal decreto legge, per quanto inserito nel piano “Italia veloce” del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, l’elenco delle grandi opere che potranno beneficiare, in casi particolarmente complessi, di un eventuale commissariamento, sul modello di quanto si è verificato per il ponte di Genova. In ogni caso, per indicare i commissari ci sarà tempo fino alla fine dell’anno. In tutto le grandi opere, tra cui anche il raddoppio ferroviario della Codogno-Cremona-Mantova, sono all’incirca 130, ma per l’appunto in una cinquantina di casi è previsto il possibile ricorso al commissario.

 

 

 

Redazione Mondo Business
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