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mercoledì 9 Giugno 2021
Le richieste della provincia di Cremona al presidente di Regione Lombardia
Questa mattina, il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, accompagnato dall'assessore allo Sviluppo economico, Guido Guidesi, è stato ricevuto a Cremona dal presidente della Provincia, Paolo Mirko Signoroni, per fare il punto sulle esigenze del territorio cremonese. L’incontro si è tenuto nella sede della Camera di commercio e ha visto al centro, tra gli altri temi, le infrastrutture, le eccellenze produttive e la formazione.

«Questo lungo periodo pandemico ha messo a dura prova tutto il sistema economico, sanitario e sociale: nonostante questo, la Provincia, i Comuni e i settori pubblico e privato hanno continuato a progettare e investire», ha esordito il presidente della provincia di Cremona, Paolo Mirko Signoroni, rivolto al presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana. «Ciò è stato possibile attraverso i finanziamenti europei Pon per l’edilizia scolastica, che abbiamo intercettato, e per le importanti risorse giunte da Regione Lombardia, come la legge 9 e il Piano regionale “Marshall”, che hanno permesso di iniziare a riqualificare scuole e tratti delle rete stradale provinciale, per una migliore sicurezza e fruibilità. Oggi, insieme, visiteremo proprio un cantiere di edilizia scolastica presso l’Ala Ponzone Cimino, frutto della stessa legge regionale 9. Un passo importante a cui dovranno seguire nuove risorse per altrettanti interventi sempre nei nostri Istituti scolastici superiori».

Per interventi sulla rete viaria sono necessari 84 milioni di euro

«Presidente, sono tuttavia a renderle presenti altre necessità di interventi strutturali viari per gli oltre 800 chilometri, che tuttora gestisce la provincia di Cremona. In tale contesto, al fine di rendere più sicura la nostra rete stradale e con collegamenti moderni e più funzionali, si rendono necessarie risorse per interventi puntuali pari a 84 milioni di euro. Questo territorio, come lei ben sa, ha infatti bisogno di investimenti e nuove risorse, in particolare su quattro pilastri, affinché la ripresa non sia una parola aleatoria, ma si traduca in cantieri che danno lavoro, opere e servizi alla cittadinanza: mi riferisco in particolare alla mobilità e al collegamento sia viario che ferroviario tra Milano, Cremona e Mantova e al collegamento tra Brescia, Cremona, Parma e quello Cremona-Treviglio».

L’esigenza di rilanciare i settori di eccellenza produttiva locale

«Parallelamente all’aspetto infrastrutturale e alla necessità di realizzare nuovi ponti e viadotti, c’è il tema dello sviluppo delle eccellenze produttive locali. Siamo leader nell’agricoltura e nell’agroalimentare, nel siderurgico, nella meccanica e meccatronica, cosmesi, artigianato di eccellenza, dal distretto dolciario a quello musicale. Le nostre imprese, oltre alla semplificazione delle norme, necessitano di servizi e nuove risorse da applicare all’innovazione e alla sperimentazione, con apertura di nuovi mercati. Lo stesso porto fluviale di Cremona rappresenta una vera sfida per il futuro: da anni se ne parla e il prossimo appuntamento del Recovery fund potrebbe essere la chiave di volta per collegare Cremona al mare in modo adeguato e navigabile tutto l’anno, dando così risposta alle tante imprese che oggi sono insediate nello stesso porto e per sfruttare maggiormente l’intermodalità acqua-ferro-gomma».

L’importanza della formazione e della ricerca per le future generazioni

«Da non dimenticare anche l’aspetto centrale della formazione professionale e universitaria e della ricerca accademica. Da poco abbiamo inaugurato il campus universitario di Santa Monica dell’Università Cattolica e altri progetti con differenti università, tra cui il Politecnico di Milano, stanno partendo sul territorio. La nostra provincia è una vera e propria officina di idee, a cui seguono, grazie anche alla generosità del privato, altrettante opere per le future generazioni. Anche in questo campo chiediamo un totale e convinto appoggio di Regione Lombardia, con adeguate risorse. Infine, stiamo selezionando i progetti non ancora attuati e rientranti nell’Accordo quadro di sviluppo territoriale, avviato con Regione Lombardia, così da procedere celermente con le varie fasi dell’iter per la loro approvazione».

Redazione Mondo Business
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