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venerdì 5 Giugno 2020
Le priorità del territorio cremonese per la ripresa
Questa mattina, a Cremona, il presidente del Consiglio regionale, Alessandro Fermi, ha raccolto le istanze dei rappresentanti del territorio provinciale. Nessuna certezza, però, riguardo a impegni concreti e tempistica

Il tour voluto dalla Regione per sondare le necessità dei territori, acuite dallo choc causato dal coronavirus, ha fatto tappa questa mattina a Cremona, nella sede del polo fieristico del capoluogo. A illustrare le diverse istanze del territorio al presidente del Consiglio regionale lombardo, Alessandro Fermi, hanno provveduto il sindaco di Cremona, Gianluca Galimberti, il presidente della Provincia, Paolo Mirko Signoroni, il presidente della Camera di commercio cremonese, Gian Domenico Auricchio, e le associazioni di categoria locali.

Le diverse richieste del territorio cremonese

Diverse le priorità che il territorio cremonese ha avanzato in maniera coesa al rappresentante regionale, tra tutte: il collegamento autostradale Cremona-Mantova, la riqualificazione della rete ferroviaria Mantova-Cremona-Milano e il completamento del raddoppio della Paullese, per superare finalmente l’isolamento in cui Cremona si è venuta a trovare negli ultimi anni rispetto al resto della Lombardia. Ma non solo: al di là delle impellenti esigenze di natura infrastrutturale, peraltro già più volte portate all’attenzione della Regione e del governo nazionale (da ultimo, il convegno al Museo del Violino di Cremona, in occasione del 70esimo compleanno della CNA locale, lo scorso 13 dicembre ndr), il territorio cremonese ha chiesto attenzione per le sue eccellenze produttive, sottolineando il suo primato regionale nell’export e l’avanguardia in alcuni settori, come l’agroalimentare e la cosmesi, non solo da punto di vista produttivo ma anche nell’ambito della ricerca; per CremonaFiere, le cui manifestazioni Mondo Musica e la Fiera internazionale del bovino da latte rappresentano altrettanti fiori all’occhiello del territorio provinciale; per le esigenze di natura socio-sanitaria e, infine, ma non da ultimo, per quanto riguarda l’erogazione del credito a favore del tessuto produttivo.

Autostrada Cr-Mn e raddoppio ferroviario in cima alla lista

L’impressione, tuttavia, è che si sia trattato dell’ennesimo incontro interlocutorio, a cui non sono seguite risposte precise da parte della Regione, tantomeno impegni e tempistiche più o meno definite. «Il nostro intervento si è concentrato su un unico aspetto», commenta il presidente dell’Associazione Industriali di Cremona, Francesco Buzzella. «Troviamo inutile, in questo momento, prevedere lunghi elenchi di istanze e aspettative. Ormai da tempo, infatti, il nostro territorio ha presentato la sua richiesta più importante, che è quella dei collegamenti infrastrutturali. Oggi, in particolare, il territorio ha due priorità: un collegamento autostradale con Mantova e una linea ferroviaria che ci colleghi alla Lombardia e non solo. Si tratta di questioni attualmente in una fase di standby e per le quali attendiamo risposte concrete. Dobbiamo tenere fede a questo importante impegno».

Tutto dipenderà dalla tempistica delle risposte

«Apprezziamo quantomeno l’impegno da parte della Regione alle audizioni con i diversi territori», aggiunge Giovanni Bozzini, presidente di CNA Cremona. «È chiaro che dipenderà tutto dalla tempistica delle risposte, perché le nostre imprese hanno bisogno di tempi certi, soprattutto per quanto riguarda la liquidità. Se, invece, ancora una volta, tutto si ridurrà a un ascolto delle nostre esigenze fine a se stesso, allora non andremo da nessuna parte, in quanto settembre è dietro l’angolo e i veri effetti della crisi economica in corso li vedremo a partire da allora, quando per esempio verrà meno il divieto temporaneo ai licenziamenti decretato dal governo nazionale e molte aziende potrebbero essere costrette a chiudere».

Anche il Cremasco pretende la sua parte

«Il tempo degli incontri interlocutori va superato», interviene Marco Bressanelli, presidente della Libera Associazione Artigiani di Crema. «È ora delle decisioni, altrimenti finiremo col sentirci presi in giro. La nostra provincia sconta un deficit decennale dal punto di vista delle opere pubbliche, ma per noi il tema infrastrutture non è più rinviabile. Ovviamente, anche il Cremasco esige la sua parte e, di conseguenza, oltre all’autostrada Cremona-Mantova, chiediamo che la Regione si impegni anche nel raddoppio del tratto di Paullese da Cremona a Milano, tanto più in un contesto come quello attuale, in cui si evidenzia una rinnovata propensione agli investimenti per contrastare la crisi economica che si sta delineando. Un collegamento degno di questo nome della nostra provincia con Milano è fondamentale. Per non parlare della tangenzialina presso la zona industriale di Crema, che in confronto alle grandi opere di cui si discute rappresenta un’inezia, ma che è altrettanto irrinunciabile e verso la quale, purtroppo, la politica locale sembra tergiversare. Altrimenti, qualche imprenditore locale deciderà una volte per tutte di traslocare in altre zone, in cerca di un’accoglienza migliore».

 

 

 

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