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martedì 20 Luglio 2021
Le Pmi non trovano tecnici. Nel 2020, 543mila giovani hanno abbandonato la scuola
Sono 543mila i giovani che l’anno scorso hanno abbandonato la scuola prematuramente e che, nella stragrande maggioranza dei casi, hanno conseguito solo la licenza media. «Una piaga sociale che non può essere associata al Covid», precisa l’Ufficio studi della Cgia: «da molti decenni, infatti, siamo tra i Paesi europei con il più alto tasso di dispersione scolastica tra i giovani; un problema che, insieme alla denatalità presente nel Paese, sta contribuendo a mettere in difficoltà tantissime aziende».

«Nonostante le crisi aziendali di Gkn, Whirpool, ex Embraco e altre, che potrebbero scoppiare a breve, con i primi segnali di ripresa economica avvertiti in questi ultimi mesi, molte Pmi, in particolar modo al Nord,  sono tornate a denunciare la difficoltà di reperire figure professionali con elevati livelli di specializzazione. E nei prossimi anni, con l’avvento della cosiddetta rivoluzione digitale, queste criticità rischiano di assumere dimensioni ancor più preoccupanti. Segnaliamo, infatti, che anche gli ultimi dati presentati da Unioncamere evidenziano che del milione e 280mila nuove assunzioni, previste dalle imprese italiane tra luglio e settembre di quest’anno, quasi il 31% sarà difficilmente reperibile; in termini assoluti stiamo parlando di circa 400mila posizioni lavorative inevase».

L’abbandono scolastico è superiore al numero dei “cervelli in fuga”

«La dispersione scolastica in Italia è otto volte superiore ai cosiddetti “cervelli in fuga”. Nel 2020, infatti, sono stati 543mila gli studenti  che hanno abbandonato prematuramente la scuola; un numero molto elevato, se confrontato con i 68mila giovani con un titolo di studio medio-alto che, invece, si sono trasferiti all’estero per ragioni di lavoro. Due problematiche estremamente delicate che, purtroppo, continuano ad avere livelli di attenzione molto diversi da parte dell’opinione pubblica. Se l’abbandono scolastico non è ancora avvertito come una piaga educativa con un costo sociale importante, la fuga all’estero di tanti giovani diplomati o laureati lo è, sebbene il numero della prima criticità sia molto superiore a quello della seconda».

La povertà educativa va di pari passo con la povertà economica

«Con un basso numero  di diplomati e laureati corriamo il pericolo di un impoverimento generale del sistema Paese e, in misura ugualmente preoccupante, di una marginalizzazione di molte persone, che difficilmente potranno essere integrate attivamente nella nostra società. Tutti gli esperti, infatti, sono concordi nel ritenere che la povertà educativa e la povertà economica vanno di pari passo. Va anche segnalato che talvolta l’abbandono scolastico può essere causato da un’insoddisfazione per l’offerta formativa disponibile. In questo senso va sottolineato lo straordinario lavoro inclusivo svolto dagli istituti di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP), che sono diventati un punto di riferimento per gli allievi di nazionalità estera, per quelli con disabilità e per gli studenti reduci da insuccessi scolastici precedenti».

In Ue solo Malta e Spagna stanno peggio di noi

«Sebbene la fuga dai banchi di scuola sia in calo in tutta Europa, nel 2020 l’Italia si è collocata al terzo posto tra i diciannove Paesi dell’area euro per abbandono scolastico, tra i giovani in età compresa tra 18 e 24 anni. Se da noi la percentuale è stata del 13,1% (pari a 543mila giovani), solo Malta (16,7%) e Spagna (16%) presentano dei risultati peggiori ai nostri. La media dell’area euro si attesta al 10,2% (quasi 3 punti in meno che da noi). Tra il 2010 e il 2020, la contrazione del fenomeno in Italia è stata di 5,5 punti percentuali, pressoché in linea con la media Ue (-5,2%). A livello territoriale sono le regioni del Sud a registrare i livelli più elevati di dispersione scolastica. Abruzzo (8%), Friuli Venezia Giulia (8,5%), Molise (8,6%) ed Emilia Romagna (9,3%) sono invece le regioni più virtuose. Nel complesso, è il Nord-Est  l’area che soffre meno di questo fenomeno».

Redazione Mondo Business
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