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lunedì 29 Marzo 2021
Le parti sociali cremonesi unite a favore del rilancio di CremonaFiere
Il commissario straordinario della Camera di commercio cremonese, Gian Domenico Auricchio, ha convocato in una riunione via web le parti sociali, per esaminare la situazione di CremonaFiere, all’indomani della conferenza stampa in cui Anafij ha comunicato di aver deciso di tenere la 69esima edizione della Mostra nazionale Frisona e Jersey italiana nella sede del Centro Fiera del Garda di Montichiari (BS), nell’ambito della FAZI – Fiera Agricola Zootecnica Italiana

Lo spostamento della Mostra nazionale preoccupa il territorio cremonese per l’effetto moltiplicatore che le manifestazioni fieristiche hanno sull’economia dei rispettivi territori: ogni manifestazione che viene fatta in fiera ha un ritorno sulla città e sul territorio cremonese di circa dieci volte il fatturato. I presenti hanno convenuto che, di là di ogni considerazione di tipo associativo, il tema forte che deve essere posto all’attenzione di tutti è il rilancio della Fiera. Il piano di sviluppo recentemente approvato rappresenta sicuramente un’opportunità, così come si deve cercare di recuperare con Anafij. La Fiera internazionale del bovino continuerà a essere svolta a Cremona, ma sarebbe un peccato staccarla dalla grande kermesse di Anafij. Non bisogna inoltre dimenticare che una dialettica troppo accesa fra territori, con la inevitabile duplicazione di attività, finisce per avvantaggiare i competitor internazionali, in particolare la Fiera di Hannover, con evidente danno non solo per Cremona, ma per l’intera Lombardia e per l’Italia.

Il piano di sviluppo per rilanciare CremonaFiere

«Il Piano di sviluppo», ha sostenuto Roberto Biloni, presidente di CremonaFiere, «ha come principio ispiratore il fatto che la Fiera di Cremona è intimamente unita al territorio, ai cittadini di Cremona e della Lombardia, nonché punto di riferimento del sistema zootecnico italiano. La Fiera del bovino è presente e attiva da 75 anni: è la vetrina che ci rappresenta a livello internazionale. Il piano di sviluppo ha poi come asse portante lo sviluppo dell’economia della conoscenza, la collaborazione con le università e i centri di ricerca del territorio e il coinvolgimento dei cittadini e dei consumatori. Mi riferisco in particolare alle collaborazioni instaurate con il centro di eccellenza dell’Università Cattolica, che anche grazie all’apporto di Regione Lombardia, si sta strutturando in Santa Monica, e ai legami con il Politecnico. Non vogliamo perciò piangerci addosso: la Fiera internazionale nel dicembre 2021 si farà e come territorio, con l’aiuto e la condivisione di tutti, sapremo rilanciare il nostro progetto. Ricordo anche che CremonaFiere ha messo a disposizione di tutti le proprie strutture per realizzare l’hub vaccinale: un valore aggiunto della nostra comunità e delle sue tradizioni».

Il rilancio della Fiera è fondamentale per settori essenziali

Dopo un’ampia e articolata discussione, tutte le associazioni di categoria e i sindacati presenti hanno convenuto sulla necessità di tutelare la Fiera, autentico volano di sviluppo territoriale. Tutti i presenti hanno preso l’impegno di approfondire ed eventualmente integrare il piano di sviluppo di CremonaFiere e di impegnarsi nei confronti del sistema politico locale, nazionale e regionale a favore per il suo finanziamento. Si chiederà con forza a Regione Lombardia e al ministero delle Politiche agricole di finanziare interventi a favore della Fiera, non perché Cremona si senta in credito per un torto subito, ma perché il rilancio della Fiera è fondamentale, sulla base di una progettualità concreta, partecipata, aperta alla collaborazione fra territori, per lo sviluppo di settori essenziali per la nostra economia nazionale, a partire dall’agrozootecnia e dall’artigianato artistico.

Redazione Mondo Business
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