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martedì 26 Novembre 2019
Le fornaci del territorio: una storia millenaria
Fin dall’epoca dei Romani, il territorio cremonese è stato al centro di una fervente attività laterizia. A Crema un convegno per ripercorrerne la storia

Ci si aspettava molto di più dalla conferenza che si è svolta lo scorso 16 novembre, al San’Agostino di Crema, dall’ampolloso titolo: “L’attività delle fornaci cremasche: tra storia, arte e riqualificazione”, a cura della redazione di InsulaFulcheria. Anche perché la produzione dei laterizi fu molto vivace tanto nel Cremasco quanto a Cremona e contribuì non poco alla crescita economica, urbanistica e territoriale di questi luoghi, fin dai tempi dei Romani, del Medioevo, e ancora nell’Ottocento e nei primi settant’anni del Novecento.

La fornace Frazzi di Cremona veniva chiamata la seconda Fiat

 Come non ricordare, per quanto riguarda Cremona, la famosa fornace Frazzi, chiusa quarant’anni fa, oggi degradata, ma ancora visivamente imponente. Il primo forno entrò in funzione nel 1874 (la struttura è ancora in piedi), a cui fecero seguito altri due forni, realizzati uno nel 1900  (quello che fa da quinta all’arena cinematografica), e l’altro nel 1908 (del quale non rimane più traccia). La fabbrica occupava tutto il lato est di viale Po e l’azienda aveva punti vendita in tutta Europa: veniva chiamata addirittura la “seconda Fiat”. Vi hanno lavorato migliaia di operai con moglie e figli. Poi, l’esaurirsi delle cave, la concorrenza del cemento armato e di nuovi forni basati su una diversa tecnologia più avanzata e il mancato ricambio generazionale portarono alla decadenza e infine allo smantellamento della fabbrica cremonese.

Soncino, terra d’acqua e d’argilla, centro di fornaci fin dall’età antica

E per quanto riguarda il Cremasco? A parlarne è stato invitato Fabio Maestri, che ha raccontato il forte incremento della produzione dei mattoni già nel 1200 e nel 1300, perché «Crema, Soncino, Castelleone, Caravaggio e Treviglio» erano «ben popolate» e c’era quindi bisogno di case. Maestri si è soffermato soprattutto sull’espansione dei laterizi a Soncino, una zona che disponeva delle materie prime eccellenti sotto casa: l’argilla, l’abbondanza d’acqua (il fiume Oglio e il costante apporto di fontanili e risorgive), una gran quantità di legname prelevato dal boscoso territorio per essiccare e cuocere i mattoni e, infine, nel tempo, le grandi vie di comunicazione, per portare i laterizi a destinazione (principalmente l’Oglio come autostrada d’acqua), ma anche la Postumia (da Cremona ad Aquileia fin dai tempi dei Romani), la strategica strada che da Brescia (Brixia) portava a Lodi Vecchio e Pavia, mentre nell’Alto Medioevo era diventata sempre più importante l’asta Cremona – Bergamo. Ma bisogna risalire più indietro nei secoli. Sono state numerose le fornaci ai tempi dei Romani, ha confermato Maestri: lo dimostra il bollo laterizio (cioè del proprietario) trovato nei resti di cimiteri e ville della zona, anche perché Soncino fu un insediamento romano di primo livello.

A Crema le prime fornaci risalgono al Medioevo, grazie ai Benedettini

Per avere qualche notizia sulle fornaci di Crema, bisogna invece rifarsi al libro “Fornaci e fornaciai di altri tempi in terra cremasca e dintorni”, con i preziosi contributi di Maria Verga Bandirali e Valerio Ferrari. Le prime fornaci furono erette nel Medioevo dai monaci del cenobio benedettino, che le impiantarono presso i cantieri degli edifici in costruzione (chiese, cascine e canali); queste opere garantivano loro, da un lato, la disponibilità di materiali da usare per la costruzione/manutenzione degli edifici conventuali e, dall’altro, costituivano una possibile fonte di reddito una volta venduti. Non tutto il Cremasco fu indifferentemente terra di fornaci, hanno rilevato i due autori, e il fenomeno locale si inquadra nella generale tendenza – registrata nell’area lombarda a partire dal 1200 – alla diffusione dell’uso del cotto anche nell’edilizia privata, dove il laterizio progressivamente ha cominciato a sostituire il legno.

(Continua sul prossimo numero del nostro mensile)

 

 

LE FOTO
  • Il pubblico presente alla conferenza
  • Fabio Maestri

 

 

Redazione Mondo Business
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