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giovedì 8 Ottobre 2020
Le esigenze delle piccole imprese per la ripartenza
Dalla ricerca “I bisogni delle Pmi post-Covid” emerge che il 90% delle piccole imprese riconosce la necessità di rafforzare le proprie dimensioni per sostenere la competitività. Il 60% è propenso a investire in innovazione; un’azienda su due punterà sull’espansione geografica e più del 50% vede nella propria banca un partner in grado di fornire un supporto oltre il credito

Intesa Sanpaolo, in collaborazione con Piccola Industria Confindustria, Monitor Deloitte e Deloitte Private, pubblica i risultati dell’indagine “I bisogni delle Pmi post-Covid”, condotta su un campione di oltre 6mila Pmi italiane, che identifica nella capacità di innovazione, espansione geografica e crescita dimensionale le principali direttrici per la ripresa delle aziende nazionali a seguito dell’emergenza sanitaria. Dallo studio, emerge che il segmento delle Pmi mostra un’elevata propensione al cambiamento, pur essendo stato il più colpito dalla pandemia, con il 90% delle aziende intervistate che dichiarava di aver subito rallentamenti o sospensioni delle attività produttive al termine della fase 1 e il 70% che si trovava in difficoltà finanziarie.

Le Pmi hanno bisogno di partner consolidati e pianificazione strutturata

Sei aziende su dieci dichiarano di dover rimodulare la propria offerta sul mercato e adeguare il proprio modello operativo; un’azienda su due intende puntare sull’internazionalizzazione per ampliare la copertura geografica e avviare percorsi di ingresso nei mercati esteri di maggiore interesse; più di nove aziende su dieci riconoscono la necessità di rafforzare la componente patrimoniale, ribilanciando la propria esposizione verso terzi, anche attraverso operazioni di finanza straordinaria; un’azienda su quattro ha già avviato la riconversione delle proprie linee di produzione per prodotti oggi considerati strategici (Dispositivi di protezione individuale). La ricerca prosegue mettendo in luce come, in un contesto di profonda trasformazione, le Pmi hanno bisogno di pianificazione strutturata e partner consolidati, che siano in grado di integrare il gap di competenze specifiche nella gestione del new-normal.

Occorre passare dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione

«La nostra attività come Piccola Industria Confindustria si concentra nel supportare le Pmi, preparandole all’incertezza», dichiara Carlo Robiglio, presidente dell’associazione. «Da imprenditori, sappiamo che non siamo nella “fortezza Bastiani” di Buzzati; che l’evento ostile arriva e, a volte, può decidere il destino di un’impresa; specie se piccola. Oggi, siamo convinti che digitale, green, resilienza e business continuity siano le principali sfide che abbiamo davanti e a questo si accompagna il rafforzamento patrimoniale dell’impresa; tutti elementi capaci di portare a una crescita sostenibile e strutturata. Per farlo, occorre passare dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, oltre a comprendere che il digitale è ormai una condizione necessaria per esistere».

 

 

Redazione Mondo Business
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