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martedì 9 Giugno 2020
Le Bcc aiuteranno la comunità a rialzarsi
Continua l’intervista al presidente del Credito Padano, Antonio Davò, e al direttore generale, Paolo Innocenti: «I nostri valori e il nostro legame col territorio non sono cambiati nel tempo e ci permettono di accompagnare la crescita sostenibile dell'economia locale»
Da sinistra, il direttore Paolo Innocenti e il presidente Antonio Davò

Il processo per ottenere i finanziamenti garantiti è stato criticato da più parti per la sua farraginosità. Anche il vostro istituto di credito ha riscontrato delle difficoltà? «L’impatto maggiore lo abbiamo avuto con le richieste del finanziamento da 25mila euro, interamente garantito dallo Stato, che sono arrivate in massa e in tempi brucianti, ma siamo riusciti a gestire la situazione grazie alla messa a punto di un processo organizzativo aziendale semplificato e al supporto del Gruppo Iccrea per l’attivazione delle garanzie presso il Medio Credito centrale e Ismea».

Al di là degli strumenti di finanziamento garantiti dallo Stato, avete messo in campo altre azioni per sostenere le imprese del territorio? «Per coloro che, per diverse ragioni, non sono riusciti a rientrare nelle misure previste dal decreto “Cura Italia” la banca ha attivato una propria moratoria per la sospensione totale o parziale della rata mutuo, della quale hanno beneficiato 107 clienti, sia privati che imprese. Inoltre, durante la fase 1 dell’emergenza, abbiamo messo a disposizione per le imprese clienti delle linee di cassa temporanee a condizioni di favore, per il pagamento degli stipendi ai dipendenti e per l’anticipazione delle spese di conduzione ordinarie. Stiamo seguendo attentamente l’evolversi della situazione e faremo tutto ciò che è necessario per sostenere l’economia del nostro territorio».

Uno degli aspetti positivi di questa emergenza è stato l’accelerazione dei processi di digitalizzazione. Questa innovazione ha coinvolto anche voi e in che modo? «Le banche, considerate tra i servizi essenziali, sono sempre state aperte durante il lockdown, anche se sono state introdotte alcune misure per limitare l’assembramento e garantire la sicurezza di clienti e dipendenti, come la riduzione dell’orario di sportello per le operazioni di cassa e l’obbligatorietà dell’appuntamento per recarsi in banca. Naturalmente, l’home banking si è rivelato uno strumento prezioso e ne abbiamo incentivato l’utilizzo. Anche il bancomat e la carta di credito hanno aiutato a limitare le operazioni di cassa. Abbiamo inoltre esteso la possibilità di richiedere alcuni servizi di base via e-mail. Questa emergenza ha sicuramente evidenziato i limiti dello sportello fisico e la necessità nel prossimo futuro di investire nel potenziamento dei canali virtuali e dei servizi via web. Il nostro Gruppo sostiene già investimenti elevati per dotare le Bcc di una digitalizzazione sempre più evoluta».

In questo momento complicato avete agito anche sul piano delle donazioni a sostegno di realtà locali? «Non poteva essere diversamente: la solidarietà è parte integrante della nostra mission. All’inizio dell’emergenza sanitaria abbiamo accolto la richiesta di collaborazione che ci è giunta dall’associazione “Uniti per la provincia di Cremona”, aggiungendo inoltre un significativo contributo economico per sostenere gli ospedali della nostra provincia. Non ci siamo tuttavia dimenticati di Mantova, così abbiamo effettuato una donazione anche all’ospedale Carlo Poma. Quando è emerso il dramma che stavano attraversando gli anziani, ospiti delle Rsa, abbiamo donato mascherine chirurgiche e visiere in plexiglass a tre residenze socio assistenziali in provincia di Cremona e Mantova. Inoltre, stiamo sostenendo enti no profit, associazioni culturali ed enti del terzo settore in difficoltà».

In seguito a questa crisi, il ruolo delle banche, in particolare quelle territoriali, cambierà? E, se sì, come? «L’emergenza sanitaria dovuta alla pandemia si è presto trasformata in emergenza economica e si sa quanto è essenziale il ruolo delle banche in un contesto di crisi, per far fronte alle esigenze di liquidità e non far mancare il credito al sistema. Lo è ancora di più quello delle banche di credito cooperativo come la nostra, che accompagnano la ricostruzione, complessa e faticosa, del tessuto economico locale, ma anche della coesione sociale. Potremmo dire che ancora una volta le Bcc aiuteranno le comunità a rialzarsi (lo hanno già fatto diverse volte nel corso della loro storia ultra centenaria), assicurando che il risparmio raccolto venga reimpiegato sul territorio, facendolo arrivare anche a quelle parti sociali e imprenditoriali più deboli e che più ne hanno bisogno».

I vostri valori di riferimento non sono dunque mutati nel tempo. «No, affatto: i valori di cooperazione, mutualismo e solidarietà che ci guidano sono sempre gli stessi. È necessaria però una visione di lungo periodo perché gli investimenti e i sostegni di adesso maturino frutti positivi in futuro. Noi, pur nel nostro piccolo, abbiamo la solidità, l’esperienza storica e la pazienza che ci permettono di operare nella direzione di un accompagnamento della crescita sostenibile delle nostre comunità».

 

 

 

Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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