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giovedì 19 Marzo 2020
Latteria Soresina resiste in prima linea
Latteria Soresina è tra le aziende che stanno garantendo la tenuta della filiera del latte. Le difficoltà però non mancano, a cominciare dall'export

In questi giorni di emergenza, negozi di prodotti alimentari e supermercati sono tra le poche attività di vendita aperte al pubblico. Si sa che è tipica dei periodi di crisi la tendenza a fare scorte, ma siamo sicuri che l’accaparramento dei generi alimentari non rischi di rallentare la catena di produzione dei beni di prima necessità? Un primo avvertimento – non ancora un allarme in senso stretto – è arrivato in questi giorni da Federalimentare. Per saperne di più, abbiamo chiesto a un’azienda di riferimento nel territorio cremonese per la produzione di uno degli alimenti di norma più consumati, il latte: stiamo parlando di Latteria Soresina. Come sta affrontando l’azienda questa criticità? Ci risponde il suo direttore generale, Michele Falzetta.

Un’autoproduzione di mascherine e detergenti

«In questi giorni abbiamo dovuto adottare tutta una serie di accorgimenti necessari al rispetto delle regole anticontagio, dovendo anche fare i conti con alcune assenze causate dalla malattia, nella consapevolezza che il nostro settore non può conoscere cedimenti: siamo in prima linea e non possiamo certo rischiare che la nostra filiera si interrompa. Non nascondo la difficoltà della situazione: basti dire che, per ovviare alla carenza di indumenti e mascherine protettivi, abbiamo avviato un’auto produzione tramite degli appositi tessuti a filtro che abbiamo acquistato; anche per quanto riguarda i  detergenti abbiamo iniziato una produzione interna».

La tenuta della filiera dipende dalla durata dell’emergenza

I ritardi causati dalle necessarie misure di contenimento stanno provocando rallentamenti nella vostra produzione? Ci sono rischi concreti per la filiera? «Per il momento, pur tra grandi difficoltà, stiamo tenendo fronte a questa emergenza e ci tengo a rivolgere un plauso ai nostri dipendenti, che non potendo lavorare da casa, devono recarsi ogni giorno sul posto di lavoro. Quanto alla filiera, per il momento è sotto controllo: il canale della vendita al dettaglio sta addirittura crescendo; diverso il caso del canale Ho.Re.Ca. (Hotellerie, Restaurant, Cafè), che invece è proprio fermo, dal momento che in questo periodo molti nostri clienti hanno sospeso l’attività. Quest’ultimo è un problema soprattutto sul fronte dell’export, in quanto il canale Ho.Re.Ca. copre la quota maggiore delle nostre esportazioni. È vero che anche in questo caso registriamo un aumento delle vendite al dettaglio, ma non tale da poter parlare di una compensazione. Se ci sono rischi per la filiera? Dipende molto dalla durata di questa situazione critica: ovvio che eventuali cali di fatturato da parte delle aziende del settore genererebbero degli effetti a catena».

Il valore aggiunto rappresentato dai dipendenti

Che cosa sta insegnando questa emergenza a livello economico? C’è una qualche lezione che le aziende possono trarre? «Di sicuro, che sono le persone a fare la differenza, il che non ci sorprende. Noi di Latteria Soresina abbiamo sempre sostenuto che uno dei nostri punti di forza sono i dipendenti, che a maggior ragione in questa circostanza stanno dimostrando molto senso di responsabilità, tanto verso la salute delle persone, quanto nei confronti di un settore che non può permettersi battute d’arresto. Immaginiamoci che cosa succederebbe se la catena agroalimentare dovesse fermarsi e i supermercati non potessero essere riforniti. Come dicevo, in questo frangente un’azienda come la nostra è in prima linea e avvertiamo tutta la responsabilità del caso».

 

LE FOTO
  • Michele Falzetta, direttore generale di Latteria Soresina
Gionata Agisti
Di Gionata Agisti
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