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giovedì 7 Maggio 2020
L’alleanza tra agenzie del lavoro per la fase 2
L'ad di Manpower Group Italia, Riccardo Barberis, spiega il valore aggiunto degli esperti in risorse umane per un ritorno controllato e disciplinato al lavoro, necessario per la ripresa economica
Riccardo Barberis

Il collasso sanitario causato dal Covid-19 e il lockdown che ne è seguito hanno posto l’economia mondiale davanti a una sfida senza precedenti. Con la fine della pandemia ancora lontana e  di fronte alle dure conseguenze dei prossimi anni, una cosa appare certa agli esperti del settore delle risorse umane: il mondo del lavoro non sarà più lo stesso. «Per limitare la recessione economica e garantire la possibilità di sostentamento a tutti i lavoratori, il mondo del lavoro deve adattarsi velocemente a questa nuova realtà», spiega Riccardo Barberis, ad di Manpower Group Italia. «Una nuova normalità, dove la distanza fisica e altre misure restrittive saranno parte integrante dell’attività lavorativa per un significativo periodo di tempo. Questo significherà tracciare un percorso per una maggiore flessibilità nell’impiego di forza lavoro, che includerà anche lo smart working».

Fondamentale una rapida condivisione tra Paesi e industrie

«Collaborazioni senza precedenti, che includono non solo datori di lavoro e Governi, ma anche sindacati e ovviamente i lavoratori stessi, sono necessarie per prepararsi a questa nuova normalità. E, tuttavia, per garantire adeguate misure di sicurezza, è fondamentale che le migliori procedure siano condivise tra Paesi e industrie e che siano creati nuovi canali di comunicazione per una rapida diffusione di protocolli efficaci. A questo proposito, data l’urgenza, le aziende leader mondiali nel settore delle risorse umane hanno formato un’alleanza, guidata da Randstad NV, The Adecco Group e Manpower Group, proprio con l’obiettivo di portare un contributo utile e funzionale al processo».

L’obiettivo iniziale riguarda cinque settori in dieci Paesi

Abbiamo lanciato una call to action per raggiungere tutte le parti interessate, invitandole a fornire il giusto contributo. Per iniziare, le aziende promotrici di questa alleanza chiederanno ad altre aziende del settore di unirsi alla squadra; datori di lavoro, sindacati e ong sono invitati a collaborare. Allo stesso tempo, l’alleanza si rivolge ai Governi perché supportino e promuovano questo impegno. L’obiettivo iniziale riguarda le aziende di cinque settori in dieci Paesi e, per ogni Paese, la coalizione si coordinerà con le parti interessate». I Paesi coinvolti sono Italia, Francia, Spagna, Germania, Olanda, Belgio, Regno Unito, Paesi scandinavi, Stati Uniti e Giappone. I settori: trasporti & logistica, automotive, manufacturing & life sciences, costruzioni e food.

Una grande esperienza con i protocolli di salute e sicurezza

In che modo le risorse umane potranno essere d’aiuto? «Chi opera in questo specifico settore rappresenta un valore aggiunto nella situazione attuale. Il settore delle risorse umane è infatti attivo in ogni Paese e in ogni settore; collabora sia con grandi industrie che con le Pmi ed è pertanto in grado di utilizzare le buone prassi attuate dai Paesi più all’avanguardia e nei settori ancora attivi. Inoltre, ha una profonda conoscenza dei processi e degli strumenti per l’orientamento sul mercato del lavoro in molteplici settori e aziende e lavora come intermediario tra datore di lavoro e dipendente, così da essere in grado di comprendere le difficoltà di ognuno e agire nell’interesse di entrambi. Senza dimenticare che il core business del nostro settore consiste proprio nell’aiutare clienti e talenti a prepararsi al futuro. Infine, lavoriamo a stretto contatto con membri e aziende del settore salute e sicurezza sul lavoro e abbiamo quindi una grande esperienza con l’organizzazione e l’applicazione di protocolli di salute e sicurezza».

 

 

Redazione Mondo Business
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